L'inganno dell'apparire: perché quello che dimostri agli altri non è autostima.
Quello che dimostri agli altri non ha niente a che vedere con la tua autostima.
Viviamo nell'inganno che mostrarsi sicuri di sé sul palcoscenico della vita equivalga ad avere una solida struttura interna. Ma la psicologia ci insegna l'esatto contrario: la performance non è amore di sé.
Per capire questo paradosso, basta guardare a due giganti come Diego Armando Maradona e Marilyn Monroe.
Il loro Self-Concept era elevatissimo: erano pienamente consapevoli del proprio potenziale immenso, sapevano di essere unici, dei geni assoluti nel calcio e nel cinema. Ma la loro Autostima era fragilissima, un castello di carte che dipendeva costantemente dallo sguardo, dall'approvazione e dal boato del pubblico. Quando le luci si spegnevano, quella dipendenza dagli altri rivelava il vuoto.
Nell'intervista di Bianca Sortino per Psycosí al doc Domenico de Berardis facciamo chiarezza su tre concetti troppo spesso confusi:
Consapevolezza: Guardare in faccia la propria realtà, senza sconti.
Self-Concept: La lucida cognizione del proprio potenziale e di ciò che si è capaci di fare.
Autostima: Il valore profondo che dai a te stesso, che non ha bisogno di pubblico, di applausi o di dimostrare nulla a nessuno. Se dipende dagli altri, non è autostima. È solo un bisogno di approvazione.
C'è, dunque, un grande malinteso che devi smettere di rincorrere: quello che dimostri all'esterno non ha nulla a che fare con la tua autostima. Se hai bisogno del consenso altrui per sentirti valido, stai solo recitando una parte.
In questa puntata smontiamo questo inganno. Capiremo la differenza profonda tra consapevolezza, potenziale e vero valore personale. Perché l'autostima, quella vera, inizia solo quando smetti di dipendere dagli altri.

