
Si era sottoposta a un'infiltrazione di filler nella zona dei solchi nasali, per dare più armonia al suo volto e, per farlo, aveva scelto lo studio di un conosciuto medico pescarese. Nei mesi successivi, però, aveva iniziato a manifestare gonfiore, dolore, edema e altre alterazioni che avevano reso necessari ulteriori accertamenti specialistici e nuovi trattamenti. Per questo, la donna ha denunciato il professionista e nel corso della causa, come racconta il Centro, sono emerse diverse criticità nella documentazione sanitaria. Tra gli aspetti rilevati figurano la mancanza di fotografie eseguite prima dell'intervento, un consenso informato ritenuto incompleto, l'assenza della firma della paziente sulle possibili complicanze e la tracciabilità del filler utilizzato. Per evitare la sentenza, il professionista ha deciso di risarcire la cliente con 30 mila euro.
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