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Si chiude con tre condanne il procedimento della Corte dei conti relativo all'utilizzo dei permessi retribuiti concessi per lo svolgimento di incarichi amministrativi . La sentenza riguarda l'ex amministratore comunale Umberto Niscola. l’ ex sindaco Giulio Lancia e Carlo Rossi, attuale primo cittadino di San Vincenzo Valle Roveto. Al centro della vicenda ci sono i permessi retribuiti richiesti da Niscola tra il 2016 e il 2023, periodo durante il quale ha ricoperto prima il ruolo di consigliere comunale con deleghe assessorili e successivamente quello di vicesindaco. Secondo la ricostruzione della Corte dei conti, l'ex amministratore avrebbe usufruito complessivamente di 1.474 giornate di permesso, mentre la partecipazione documentata a sedute di Consiglio comunale o di Giunta sarebbe risultata in appena 159 occasioni. Per le restanti 1.315 giornate, i giudici hanno ritenuto che non fossero state fornite giustificazioni puntuali e adeguatamente documentate. I giudici contabili hanno condannato Niscola al risarcimento di 168.976 euro, mentre Giulio Lancia dovrà rispondere in solido per 108.450 euro e Carlo Rossi per 57.360 euro, oltre agli interessi di legge. La responsabilità dei due sindaci è stata limitata ai periodi in cui hanno ricoperto l’incarico. Nella sentenza si evidenzia che molte delle attestazioni prodotte facevano riferimento in maniera generica ad attività amministrative, incontri o riunioni su temi quali protezione civile, tributi, manifestazioni, sport, trasporto scolastico e lavori pubblici. Gli accertamenti avrebbero inoltre preso in esame ulteriori elementi, tra cui dati relativi agli spostamenti e altre verifiche, che in alcuni casi avrebbero collocato Niscola in luoghi diversi da quelli indicati nelle certificazioni. La vicenda, comunque, non è destinata a concludersi con questa decisione. I legali dei tre condannati hanno già annunciato il ricorso, contestando le conclusioni raggiunte dalla magistratura contabile e chiedendo una nuova valutazione della vicenda.


Foto: elaborazione AI