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Pratodede

Questa sera voglio condividere con voi una riflessione che nasce dal profondo senso di responsabilità che provo come Sindaco, ma prima ancora come cittadino di Fano Adriano.

Il prossimo 4 agosto, presso la Provincia di Teramo, si riunirà l’Assemblea dei soci della Gran Sasso Teramano S.p.A. in liquidazione.

Anche in quella sede ribadirò con fermezza la posizione del Comune di Fano Adriano, già formalmente depositata con la dichiarazione protocollata durante l’Assemblea del 16 aprile scorso.

In questi anni qualcuno mi ha chiesto, e continua a chiedermi:

“Ma cosa avete fatto per Prato Selva?”

È una domanda legittima.

Ed è una domanda alla quale voglio rispondere con serenità.

Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle possibilità del nostro Comune.

Abbiamo partecipato a tutte le Assemblee dei soci.

Abbiamo presentato documenti.

Abbiamo avanzato proposte.

Abbiamo denunciato il degrado.

Abbiamo chiesto interventi.

Abbiamo difeso gli interessi della nostra comunità in ogni sede istituzionale.

Abbiamo affrontato anche vicende giudiziarie che, purtroppo, non hanno prodotto i risultati che speravamo.

I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ma nessuno potrà mai dire che il Comune di Fano Adriano sia rimasto fermo o indifferente.

La nostra quota societaria è sempre stata minima, quasi simbolica.

Questo ha inevitabilmente limitato il nostro peso nelle decisioni.

Non ha mai limitato, però, il nostro impegno.

Oggi siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo più limitarci ad aspettare.

Chi sale a Prato Selva vede con i propri occhi ciò che denunciamo da anni.

Una stazione turistica progressivamente abbandonata.

Un albergo completamente depredato.

Impianti fermi.

Strutture vandalizzate.

Un patrimonio che, anno dopo anno, ha perso valore a causa dell’assenza di manutenzione e di una vera prospettiva di rilancio.

C’è poi il tema del collegamento tra le due stazioni turistiche del Gran Sasso Teramano.

La Strada Provinciale 43 bis, che collega Fano Adriano a Pietracamela attraverso la frazione di Intermesoli, rappresenta un’infrastruttura strategica.

È la strada che unisce due comunità e due stazioni turistiche, Prato Selva e Prati di Tivo, che attendono ormai da quasi quindici anni una vera rinascita.

Ma c’è anche un’altra strada che racconta, forse meglio di qualsiasi parola, lo stato in cui versa oggi Prato Selva.

È la strada provinciale che da Fano Adriano sale verso la località turistica.

Una strada percorsa da quei pochi turisti che ancora scelgono di raggiungere la nostra montagna, da motociclisti, ciclisti ed escursionisti.

Oggi quella strada è costellata di buche profonde, avvallamenti, cedimenti e numerosi punti di criticità.

Una situazione che mette seriamente a rischio la sicurezza di chi la percorre.

È difficile chiedere alle persone di credere ancora nelle potenzialità di Prato Selva quando persino la strada che conduce alla stazione turistica è diventata il simbolo dell’abbandono.

C’è poi un altro dato che non possiamo più ignorare.

Ogni giorno che passa aumentano i debiti della società.

Ogni giorno che passa diminuisce il valore economico del patrimonio.

Si è ormai spezzato qualsiasi equilibrio tra il valore degli asset e l’esposizione debitoria.

Continuare ad aspettare significa soltanto aggravare una situazione già compromessa.

Per questo il Comune di Fano Adriano ha chiesto formalmente che venga finalmente definita questa lunga fase di stallo attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

Accogliamo con favore la proposta inserita all’ordine del giorno dell’Assemblea relativa alla nomina di un perito per la valutazione degli asset di Prato Selva.

È un passaggio importante.

Ma non può essere il punto di arrivo.

Deve essere il punto di partenza.

La nostra proposta è chiara.

Prato Selva deve tornare al suo territorio.

Prato Selva deve tornare al Comune di Fano Adriano.

Perché soltanto chi vive questa montagna ogni giorno può diventarne il vero protagonista e costruire un progetto serio di rilancio.

Non vogliamo alimentare scontri.

Vogliamo dialogare con i liquidatori, con la Provincia e con tutti gli altri soci.

Vogliamo costruire una soluzione seria, condivisa e definitiva.

Perché Prato Selva non appartiene soltanto ad una società.

Appartiene alla storia di Fano Adriano.

Appartiene alla montagna teramana.

Appartiene a tutti coloro che continuano a credere nelle sue straordinarie potenzialità.

Si può discutere dei risultati ottenuti.

Si possono avere idee diverse sulle scelte compiute.

Ma una cosa non potrà mai essere messa in discussione.

Il Comune di Fano Adriano non ha mai smesso di lottare per Prato Selva.

Oggi è arrivato il tempo delle decisioni.

Il tempo della responsabilità.

Il tempo di restituire alla nostra montagna la dignità e il futuro che merita

LUIGI SERVI

sindaco di Fano Adriano