


Si arricchisce di nuovi particolari la vicenda della cena organizzata dall’Anpi in occasione delle celebrazioni per l'anniversario della Liberazione, finita al centro del dibattito politico dopo la scoperta del nostro Adamo (RIVEDILO QUI) che l'iniziativa è stata finanziata con un contributo del Comune destinato alle attività culturali e alla rivitalizzazione della città. Dopo aver portato alla luce l'esistenza della cena gratuita, Certastampa è ora in grado di ricostruire (con le foto di quella sera) anche il menù servito ai partecipanti. A tavola, quella sera, sono arrivati piatti della tradizione abruzzese, non solo gli annunciati maccheroni alla chitarra “…della Liberazione”, ma anche una gustosa “grigliata mista della Liberazione”, con salsicce della liberazione, castrato della liberazione, costatelle della Liberazione, accompagnati dalle patate al forno della Liberazione e, a chiudere, il dolce della liberazione. Non è accertato se, quale degna chiusura, ci siano state anche una genzianella della liberazione e un limoncello della liberazione.
Secondo quanto ricostruito, i commensali erano una quarantina. Resta invece aperto il dibattito sulle modalità di partecipazione all'iniziativa. Nessuna risposta ufficiale dell’Anpi al consigliere comunale della Lega, Berardo Rabbuffo (LEGGI QUI), che ha chiesto all'amministrazione chiarimenti sui criteri che hanno portato al riconoscimento del contributo pubblico e domandando, tra l'altro, chi fossero gli invitati e con quali modalità siano stati individuati, visto che sui manifesti che pubblicizzavano l’evento non c’era scritto che si trattava di una cena gratuita. La cena chiuse una giornata di eventi che, come si può notare dalla foto sotto, ebbero una ...grandissima partecipazione.

