
Una ferita profonda inferta a uno dei patrimoni naturalistici più importanti d’Abruzzo. Il violento incendio divampato ieri ad Atri ha raggiunto il cuore della Riserva Naturale Regionale dei Calanchi, devastando, secondo le prime stime, almeno 100 ettari di territorio e provocando pesanti danni alla flora, alla fauna e alle strutture dell’area protetta. Le fiamme hanno lambito anche alcune abitazioni nella zona di Colle della Giustizia, rendendo necessaria, in via precauzionale, l’evacuazione di quattro nuclei familiari. Per ore una gigantesca colonna di fumo e cenere scura è rimasta visibile sopra le colline atriane. Particolarmente pesante il bilancio all’interno della Riserva. «Erano otto anni che non subivamo un incendio – spiega il direttore Adriano De Ascentiis – e il bilancio ecologico è purtroppo pesantissimo. I danni si sono concentrati soprattutto nei pressi del centro visite e lungo il sentiero principale». La prima segnalazione è arrivata intorno alle 10.15 da una giovane residente di fronte alla Riserva. Da quel momento è iniziata una lunga corsa contro il tempo per contenere il fronte delle fiamme e proteggere le abitazioni. Nel pomeriggio il fuoco si è spostato verso la parte più bassa della vallata, interessando soprattutto terreni incolti. A rendere ancora più difficili le operazioni sono stati il vento, le temperature elevate e la particolare conformazione del terreno, che in alcuni punti ha impedito ai mezzi antincendio di raggiungere direttamente i focolai.
Pesantissimi anche i danni alle infrastrutture della Riserva. Staccionate in legno, garitte e strutture utilizzate per il monitoraggio e l’accoglienza dei visitatori sono state distrutte. Resta inoltre forte la preoccupazione per gli animali selvatici rimasti intrappolati nell’area attraversata dal fuoco. Sul posto sono stati impegnati i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, con l'utilizzo di elicotteri per gli interventi dall’alto. Nelle ore più difficili è stato richiesto anche l’intervento straordinario di un Canadair. A seguire personalmente le operazioni è stato anche il sindaco di Atri Piergiorgio Ferretti. La situazione è diventata particolarmente critica nel pomeriggio, quando il vento ha alimentato nuovamente alcuni focolai. «Le fiamme sono arrivate vicinissime ad alcune case isolate – ha spiegato il sindaco – e abbiamo fatto tutto il possibile per proteggere le abitazioni e garantire l’incolumità dei residenti». Restano da accertare le cause dell’incendio. Nei prossimi giorni partiranno gli approfondimenti per stabilire l’origine del rogo e quantificare con precisione l’estensione dell’area distrutta. Intanto Atri fa i conti con una delle conseguenze più dolorose: la devastazione di un ambiente unico, simbolo della città e dell’intero territorio abruzzese.

