
Si sente brutta. Talmente brutta, da non avere più voglia di vivere. Talmente brutta, da arrivare in una notte d’estate affacciata ad un balcone, non per guardare il panorama, non per cercare la frescura, ma per spegnere una volta per tutte quel senso di inadeguatezza che da sempre l’accompagna.
Era decisa.
Poi, però, per fortuna, il lampo di un ripensamento che si trasforma in una chiamata al 112, che viene subito dirottata alla sala operativa della Questura. Dall'altra parte del telefono risponde un assistente capo, che comprende subito la delicatezza della situazione. «Io non mi sento bene… ho paura di buttarmi», dice la giovane, dal suo balcone a Pescara.
Da quel momento comincia un dialogo destinato a durare 16 lunghissimi minuti. Il poliziotto cerca innanzitutto di conquistare la fiducia della 19enne, mantenendo un tono calmo e rassicurante e facendola parlare delle ragioni del suo malessere.
La ragazza racconta il senso di vuoto che sta vivendo, legato ad alcuni rapporti familiari e quelle maledette insicurezze riguardanti il proprio aspetto fisico.
Il dialogo va avanti, il poliziotto continua a guidarla, invitandola a uscire di casa e a scendere in strada. Nel frattempo, la sala operativa invia sul posto una pattuglia della Squadra Volante.
Quando la 19enne raggiunge la strada, senza mai interrompere la telefonata, trova gli agenti ad attenderla e può essere affidata alle cure necessarie.
Foto: ricostruzione IA

