
È teramana la ricercatrice teramana che, passo dopo passo, si sta ritagliando uno spazio di assoluto interesse nel panorama scientifico nazionale. Sara Ciaci, trentenne, è tra i protagonisti di una ricerca che mette la tecnologia satellitare al servizio della tutela del territorio, della prevenzione e della gestione delle emergenze. Un lavoro innovativo che ha già trovato una concreta applicazione anche in Abruzzo e che ha portato il nome della ricercatrice teramana all’attenzione nazionale. Il progetto sviluppato da Ciaci riguarda infatti un sistema di acquisizione ed elaborazione dei dati satellitari, capace di fornire informazioni preziose alla Protezione civile e agli operatori impegnati sul campo. La tecnologia è stata utilizzata anche all’Aquila, in occasione dell’incendio che nei giorni scorsi ha interessato il territorio aquilano. Attraverso le immagini satellitari del programma europeo Copernicus Sentinel-2, è stato possibile osservare dall’alto l’evoluzione delle fiamme e soprattutto analizzare gli effetti prodotti dal rogo sul territorio. Un’attività che va ben oltre la semplice osservazione. L'elaborazione delle immagini consente infatti di individuare le aree percorse dal fuoco, valutare la gravità dei danni e ottenere informazioni che possono rivelarsi fondamentali sia durante l’emergenza sia nella successiva fase di monitoraggio e recupero ambientale. Ed è proprio qui che assume particolare rilievo il lavoro della giovane teramana. L’obiettivo è trasformare l’enorme quantità di informazioni provenienti dallo spazio in strumenti concretamente utilizzabili sul territorio, mettendo la ricerca scientifica al servizio di chi deve prendere decisioni in situazioni spesso delicate e in continua evoluzione. Le immagini satellitari permettono di osservare aree molto vaste, confrontare la situazione prima e dopo un evento e seguire nel tempo le trasformazioni del territorio. Un patrimonio di dati che, opportunamente elaborato, può diventare uno strumento prezioso anche nella prevenzione degli incendi e nella pianificazione degli interventi. «L'intelligenza artificiale può andare a fornire tanti aspetti che prima non si potevano estrapolare – ha spiegato Ciaci –. Ora anche con la modellazione possiamo andare a monitorare la direzione dei venti e capire come possono mutare le fiamme. Con le nuove metodologie possiamo fare scelte più mirate per il futuro». Da una giovane ricercatrice teramana arriva infatti un contributo a una delle sfide più importanti degli ultimi anni: utilizzare satelliti, dati e intelligenza artificiale per conoscere meglio il territorio e proteggerlo.

