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La cocciniglia tartaruga minaccia le pinete della costa abruzzese e il Comune di Pineto chiama in causa la Regione chiedendo un coordinamento stabile per affrontare un’emergenza che ormai supera i confini dei singoli Comuni.

La Toumeyella parvicornis sta mettendo a rischio il patrimonio di Pinus pinea che caratterizza il litorale da Pescara fino a Martinsicuro. A Pineto il monitoraggio ha interessato 712 pini domestici: 322 risultano gravemente colpiti, con forte perdita di aghi, disseccamento delle branche e presenza diffusa di fumaggine, mentre altri 345 presentano uno stadio intermedio di infestazione.

Il Comune si è già attivato trasmettendo la relazione tecnica al Servizio Fitosanitario della Regione Abruzzo e avviando gli interventi sulle alberature maggiormente compromesse. In pochi giorni sono stati trattati 170 pini e il numero è destinato ad aumentare nel breve periodo.

Ma l'allarme non riguarda soltanto Pineto. Infestazioni sono state rilevate anche a Pescara, Alba Adriatica, Silvi e Martinsicuro, mentre a Giulianova sarebbero comparsi i primi sintomi. Secondo gli esperti, le temperature elevate e prolungate dell'estate hanno favorito addirittura lo sviluppo di una quarta generazione dell'insetto, aumentando enormemente la sua capacità riproduttiva.

«Come Comune abbiamo scelto di intervenire immediatamente sulle piante più colpite – spiega il sindaco Alberto Dell’Orletta – mettendo in campo risorse e competenze e lavorando anche in sinergia con l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano. Ma quello che sta accadendo supera i confini di Pineto e dei singoli territori comunali».

Da qui la richiesta alla Regione Abruzzo di assumere un ruolo di coordinamento e garantire anche un sostegno economico. Dell'Orletta ha già convocato per il 9 settembre una riunione con tutti i sindaci della costa teramana, alla quale sono stati invitati anche l'assessorato regionale all'Ambiente e il Servizio Fitosanitario regionale.Trattamenti_-_in_foto_operatore_presidente_AMP_Fabiano_Aretusi_e_sindaco_Pineto_Alberto_DellOrletta.jpgoperatore_assessore_Giuseppe_Cantoro_presidente_AMP_Fabiano_Aretusi_e_sindaco_Pineto_Alberto_DellOrletta.jpg

A Pineto, intanto, proseguono sia i trattamenti sia il monitoraggio attraverso verifiche sul campo, drone multispettrale e georeferenziazione GPS. Le attività di endoterapia hanno già interessato le alberature vicine alla pineta storica di via De Gasperi e del Parco della Pace e sono terminate in via Doria. Gli interventi stanno proseguendo anche nella pineta costiera.

Parte delle operazioni è stata resa possibile attraverso le risorse del progetto ministeriale RiConnEcTo, tramite l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, mentre altri interventi sono stati finanziati direttamente dal bilancio comunale. È previsto inoltre un nuovo sopralluogo con il Servizio Fitosanitario regionale per verificare l'evoluzione dell'infestazione e valutare le successive azioni.

L'obiettivo del Comune è arrivare alla costituzione di un tavolo permanente tra Regione, Servizio Fitosanitario, amministrazioni costiere ed enti interessati, a partire dall'Area Marina Protetta Torre del Cerrano.

«Non chiediamo alla Regione di sostituirsi ai Comuni, ma di affiancarli – sottolinea Dell'Orletta –. Serve una strategia condivisa, perché il fenomeno interessa più territori e richiede monitoraggi costanti, trattamenti ripetuti e risorse significative».

La preoccupazione riguarda un patrimonio che va ben oltre il semplice valore paesaggistico. Le pinete costiere contribuiscono alla biodiversità e alla protezione della fascia litoranea, rappresentano uno degli elementi identitari della costa abruzzese e costituiscono anche una risorsa turistica ed economica.

Per Pineto, dunque, la battaglia contro la cocciniglia non può più essere combattuta Comune per Comune: «Ora è necessario costruire insieme una risposta regionale».