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La legge è uguale per tutti, i parcheggi no. Le strisce blu, a Teramo, non sono uguali per tutti, visto che c’è chi le paga meno, grazie ad un’agevolazione in vigore dal primo febbraio scorso, ma della quale in pochissimi, in città e in Comune, e forse anche in Giunta, sapevano tutto. È un’agevolazione che prevede un abbonamento da 40 euro al mese e può essere utilizzata in alcune aree della città e a beneficiarne sono esclusivamente i dipendenti del Tribunale e della Procura di Teramo. A mettere nero su bianco le condizioni è una comunicazione di Easy Help, la concessionaria del servizio di gestione dei parcheggi a pagamento, indirizzata al Comune di Teramo. La proposta nasce per trovare una soluzione ai disagi dei dipendenti di Procura e Tribunale determinati dai lavori, che precludevano loro la possibilità di parcheggiare nelle aree interne riservate. Dopo sopralluoghi e incontri, Easy Help ha quindi dato la propria disponibilità a introdurre un abbonamento dedicato esclusivamente ai dipendenti del Tribunale e della Procura. L'abbonamento costa 40 euro mensili, ha una durata minima di 60 giorni, quindi 80 euro, ed è valido per tutte le ore in cui è in vigore la sosta a pagamento. Non consente però di parcheggiare ovunque: le aree individuate sono Largo Madonna delle Grazie, viale Madre Teresa di Calcutta e via Cesare Beccaria. Il titolo è nominale e deve essere esposto in maniera visibile sul parabrezza. Il numero degli abbonamenti è inoltre limitato: al massimo 50. Ma sono soprattutto le date a rendere interessante la vicenda. La proposta di Easy Help porta la data del 19 gennaio 2026. L'iniziativa, secondo il documento, è diventata operativa dal 1° febbraio 2026 ed è stata prevista per la durata di un anno, per 50 posti. Significa che, alla data di oggi, 3 settembre, l'agevolazione è in vigore da sette mesi. Eppure di questa possibilità, almeno pubblicamente, si è parlato pochissimo. Anzi: per niente. Se ne era parlato nel 2022, ma non era poi successo nulla. Quando, quattro anni dopo, è successo, non se ne è parlato. La domanda, a questo punto, è inevitabile: perché un accordo di questo tipo è rimasto così poco conosciuto in città? E soprattutto, se è stato possibile individuare una soluzione specifica per una categoria di lavoratori penalizzata dalla difficoltà di parcheggio, potrebbero essere prese in considerazione formule analoghe anche per altre categorie che ogni giorno lavorano o gravitano nel centro cittadino?