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La Provincia, dunque, ha sostituito la serratura della porta di accesso ai locali fino a poco tempo fa utilizzati da Teramo Nostra e dalle altre associazioni. Un passaggio apparentemente materiale, ma che di fatto apre la strada all’avvio dei lavori nell’edificio scolastico di via Carducci che ospita il liceo Milli.
L’intervento riguarderà la messa a norma e soprattutto il miglioramento sismico della struttura, che già presenta un indice di vulnerabilità rispondente ai parametri previsti ma che dovrà essere ulteriormente innalzato. Un’opera importante, come tutti gli interventi che interessano la sicurezza degli edifici scolastici, destinata però ad aprire inevitabilmente un altro problema: dove saranno trasferiti gli studenti durante il cantiere?
La questione assume un peso ancora maggiore considerando quanto accaduto a poca distanza, in piazza Dante, con il Delfico e con il conseguente trasferimento degli studenti dal centro storico.
«Al momento non sappiamo ancora dove andrà il Milli – spiega la dirigente scolastica Manuela Divisi – ma sono certa che ci sarà un grande lavoro in sinergia con la Provincia e che insieme sarà individuata la soluzione migliore per i nostri alunni. Naturalmente ci auguriamo di non doverci allontanare dal centro, perché altrimenti sarebbe l’ennesimo danno per il centro della città di Teramo».
Il futuro cantiere consentirà anche di recuperare pienamente i locali al piano seminterrato, spazi che per il Milli sono tutt’altro che marginali. Anzi, con la crescita registrata negli ultimi anni, ogni metro quadrato è diventato prezioso.
 «Quando sono arrivata avevamo circa 580 studenti, oggi siamo arrivati a 850. Tutto l’edificio è occupato. Negli ultimi anni abbiamo continuamente cercato di ricavare nuove aule, abbattendo o realizzando tramezzi e riorganizzando gli spazi per riuscire a rispondere alle esigenze dei ragazzi».
Una crescita tale da aver determinato anche problemi  concreti. «Adesso non ho più neppure locali per l’archivio e non so dove sistemarlo. Per questo ci auguriamo che, una volta conclusi i lavori, tutti gli spazi possano tornare nella disponibilità del liceo Milli».
Dietro il problema logistico c’è, dunque, anche una buona notizia: il Milli continua ad attrarre studenti. «È una scuola che piace e di questo devo ringraziare tutto il personale, docente e non docente. Negli anni si è costruita una comunità educante molto importante, nella quale l’attenzione nei confronti dell’alunno è davvero alta. Probabilmente è proprio questo uno degli elementi che ci rende particolarmente attrattivi».
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