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Oltre ottomila euro di sanzioni e, nel tentativo di evitare quel conto salatissimo, un’offerta in contanti agli agenti che stavano effettuando il controllo. Una scelta che, anziché risolvere il problema, avrebbe finito per aggravare pesantemente la posizione di un 51enne di origine rumena domiciliato a Sulmona, ora rinviato a giudizio con l’accusa di induzione alla corruzione. La vicenda risale allo scorso 6 marzo, quando una pattuglia della Polizia Stradale di Pratola Peligna fermò per un controllo un Mercedes Sprinter con targa rumena. A bordo viaggiavano tre persone, due uomini e una donna, tutti legati da rapporti di parentela. Alla guida dell’autocarro c’era il cugino del cinquantunenne. Nel mezzo gli agenti trovarono prevalentemente materiale edile, ma anche scarti di macellazione sulla cui provenienza, secondo quanto ricostruito, gli occupanti non sarebbero stati in grado di fornire spiegazioni sufficienti. Gli accertamenti fecero emergere una serie di presunte irregolarità: dal superamento del peso consentito per il carico alle violazioni relative al trasporto internazionale di merci, fino al trasporto di sottoprodotti di origine animale che, secondo la contestazione, non sarebbe avvenuto nelle condizioni previste per evitare rischi alla salute delle persone e degli animali. Alla fine il conto dei verbali arrivò a circa 8.300 euro. Le contestazioni più pesanti, da sole, superavano i quattromila euro ciascuna. È a quel punto che, secondo l’accusa, il 51enne avrebbe estratto dalle tasche tutto il denaro che aveva con sé: 395 euro in contanti. Li avrebbe offerti ai poliziotti chiedendo loro, in sostanza, di prendere quei soldi e lasciarli andare senza procedere con le sanzioni. Gli agenti rifiutarono immediatamente l’offerta e segnalarono la cosa alla Procura della Repubblica di Sulmona con l’accusa di induzione alla corruzione, della quale dovrà rispondere al processo.


Foto ricostruzioe IA