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AlessiamaskAbbiamo cantato affacciati ai balconi, abbiamo dipinto arcobaleni, abbiamo urlato “ ce la faremo” , cosi forte che ci sentisse anche Dio, abbiamo pianto a sentir le note di Ennio Morricone da un terrazzo di Piazza Di Spagna guardando una Roma vuota, irriconoscibile nel suo silenzio. 

Ci siamo sentiti uniti, abbiamo rispettato le regole.

Abbiamo applaudito i medici e gli infermieri, definendoli eroi, i nostri eroi 

Eravamo tutti piazzati alle 18 ad ascoltare speranzosi i bollettini della Protezione Civile e ci siamo appesi alle labbra del Signor Conte e siamo stati tutti Cristiani, me compresa, a guardare Papa Francesco solo a scrivere pagine di storia mentre pregava per noi.

Abbiamo combattuto tutti, cercando di farci coraggio, il sabato sera era “ pizza” e abbiamo tempestato i social in una gara all’impasto migliore.

Era marzo, era aprile… tristi, terrorizzati, assetati di speranza, ma eravamo “ uniti”.

Che fine hanno fatto quei cori? Perché nessuno si affaccia più alle finestre, perché i colori ora sono solo il giallo , l’ arancio e il rosso e mancano il verde, il blu, l’indaco e il violetto degli arcobaleniche abbiamo disegnato?

I medici non sono più eroi, chiudono i morti nei sacchi per nascondere nefandezze, il vaccino e’ un arma contro di noi, lo Stato e’ nemico, i cori sono quelli del malcontento e della denuncia al ristoratore del “ io resto aperto” e Ennio Morricone non echeggia più sui tetti di Roma.

La percentuale di divorzi sale del 60 percento, le serrande rimangono chiuse o si aprono schizofrenicamente al cambiar del colore, altre purtroppo, troppe, rimarranno chiuse.

Le pizze forse le facciamo ancora, ma cerchiamo di eludere i divieti, controlli se ne vedono pochi; sembra che tutti si siano arresi…

Dovevamo uscirne migliori, ne usciremo soli, tristi, disillusi e stanchi…

Vorrei stringere e appallottolare in un pugno la storia di quest’anno, lanciarla nel cestino…

Vorrei che tornassimo a sentirci “ uniti”, vorrei che qualcuno si affacciasse ancora a cantar l’Inno Nazionale, vorrei sentir quel signore che urlava a squarciagola “ ce la faremooooo! Ce la faremoooo!” E lo guardavo ridendo ma con una lacrima indomabile a bagnarmi le guance. 

Povera Italia, povero mondo… ne usciremo, ma ahimè ho paura ad immaginare come.

Alessia Di Ferdinando

 

ALESSIADIFERDINANDO

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