×

Avviso

Non ci sono cétégorie

PHOTO-2026-05-21-15-04-34.jpgQuello andato in scena ieri pomeriggio in Consiglio comunale a Teramo non è stato un semplice incidente politico. È stato, piuttosto, il termometro perfetto dello stato confusionale e della tensione crescente che attraversano la maggioranza del sindaco Gianguido D'Alberto dopo l’ennesimo rimpasto di giunta. Un rimpasto che, stando ai malumori che serpeggiano nei corridoi della politica cittadina, non sarebbe piaciuto praticamente a nessuno. O quasi. Perché l’unico ad aver davvero rafforzato il proprio peso politico sembra essere Giovanni Cavallari, considerato ormai da molti il vero dominus dell’amministrazione comunale. I ben informati raccontano di un Cavallari capace di ottenere tutto ciò che chiede, esercitando un’egemonia politica che all’interno della maggioranza inizia apertamente a non essere più tollerata. Di questo si è parlato a grandi linee anche nella riunione di maggioranza post consiglio caduto davanti ad un ristretto numero di partecipanti. La mancanza del numero legale fatta mancare volutamente ieri al sindaco rappresenta infatti un avvertimento chiarissimo. Un segnale politico preciso: ciò che è accaduto potrebbe ripetersi già nel prossimo Consiglio comunale, quello decisivo, con punti pesanti all’ordine del giorno. Tradotto: la maggioranza non è più disposta a subire passivamente gli equilibri imposti da Cavallari.  Ma il colpo più duro, probabilmente, è arrivato da Camillo D'Angelo. Il presidente della Provincia non avrebbe affatto gradito la gestione dell’ultimo rimpasto e soprattutto la mancata sostituzione di Graziella Cordone con Flavio Bartolini. Forte di tre consiglieri comunali, D’Angelo avrebbe ormai deciso di non fare più sconti a D’Alberto e si sente già "fuori" dalla maggioranza. Ufficializzerà l'uscita prossimamente. Nemmeno il tentativo di ricucitura personale del sindaco sarebbe servito a molto. Prima l’incontro al bar, di ieri mattina, poi quello in Provincia: D’Alberto avrebbe provato a convincere D’Angelo a garantire ancora compattezza alla maggioranza. Ma il gelo politico, a quanto pare, resta e rimarrà. Nel mezzo di questo campo minato prova a mantenere una posizione più prudente Sandro Mariani. Il consigliere regionale osserva gli sviluppi con attenzione, consapevole che il proprio futuro politico potrebbe passare anche da una possibile candidatura a sindaco di Teramo. E arrivare a quell’appuntamento con un’amministrazione implosa, un sindaco dimissionario o addirittura sfiduciato, non sarebbe certo lo scenario ideale. Cosa accadrà nei prossimi mesi è difficile prevederlo. Probabilmente l’estate contribuirà ad abbassare momentaneamente la temperatura politica. Ma una cosa appare ormai evidente: questo finale di mandato per Gianguido D’Alberto si sta trasformando in un percorso sempre più accidentato e pieno di trappole.

Elisabetta Di Carlo