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Cinquanta mila euro di soldi pubblici. Ancora. Sempre agli stessi. Sempre per la stessa manifestazione. E sempre nel silenzio imbarazzato di chi, dentro il Comune di Teramo, continua a mugugnare senza però avere il coraggio di spiegare ai cittadini perché anche quest’anno il torneo “1Family Sport”  debba beneficiare di una cifra che appare sproporzionata rispetto ai ritorni reali per il territorio. Oltre ai 50 mila euro del comune figurano anche le sponsorizzazioni di Ruzzo, Bim, Camera di Commercio, Provincia e Regione Abruzzo.709188651_1010654131682591_5459411900470280987_n.jpg

L’evento prenderà ufficialmente il via oggi con una conferenza stampa nel tardo pomeriggio. Da quando in qua una conferenza stampa si organizza di pomeriggio inoltrato, quasi a voler evitare domande, approfondimenti e presenza della stampa? Ma evidentemente anche la comunicazione segue logiche tutte particolari. Dal 31 maggio al 7 giugno arriveranno bambini, famiglie e società sportive (a proposito, pagano per partecipare?) il tutto organizzato da una società privata (a proposito, il Bonolis chi lo paga?) senza che si intuisca quale sarebbe il ritorno concreto per Teramo? Cosa resta alla città? Un investimento strutturale? Una crescita sportiva stabile? Una ricaduta duratura sul tessuto economico e sociale?  E mentre in Comune, tra le fila della maggioranza,  qualcuno storce il naso sulla cifra destinata anche quest’anno all’evento, emerge pure un dettaglio che racconta bene il livello raggiunto da questa operazione: per pubblicizzare l'evento e riservare spazio alla pubblicazione dei risultati delle partite, agli organi di informazione teramani sono stati offerti 50 euro. Cinquanta euro. Una somma che non merita commenti e che mortifica.  A questo punto sarebbe opportuno che qualcuno spiegasse pubblicamente perché una singola manifestazione privata debba continuare a godere di un trattamento tanto privilegiato. Con quali criteri vengono assegnati questi fondi? Quali risultati vengono misurati? E soprattutto: perché ogni anno il copione si ripete identico, tra polemiche interne, malumori politici e soldi dei cittadini che prendono la stessa strada? Domande semplici. Alle quali, però, da Palazzo di Città nessuno risponderà.

Elisabetta Di Carlo