
Un frate che cammina. Un viale “deserto” ma in realtà pienissimo. Di tutto: storia, ricordi, emozioni. Teramanità. Un’immagine che, forse più di tante parole, racconta quello che potrebbe diventare questo frammento di Teramo. È Padre Domenico che cammina lentamente sul nuovo viale di Madonna delle Grazie. Il saio francescano, il cordone bianco, gli alberi intorno e, sotto i piedi, quell’asfalto appena rifatto e stampato che quasi non sembra più asfalto. Sullo sfondo il Santuario.
E, soprattutto, niente automobili. Ed è proprio quel niente a fare la differenza. Per una volta lo sguardo può correre senza incontrare lamiere, parabrezza, portiere aperte, file di macchine parcheggiate. Gli alberi sembrano finalmente tornati protagonisti, ingentiliti alla base da piccole aiuole di pietre bianche. La luce filtra tra i pini e disegna ombre sulla nuova pavimentazione. Il viale respira.
E allora viene spontanea una domanda: perché non lasciarlo così?
Il Comune, grazie ad una felicissima intuizione dell’assessore Sbraccia appogiata dal Sindaco, ha scelto per l'area antistante il Santuario e per la viabilità di accesso la tecnica dell’“asfalto stampato”. Il risultato, adesso che il lavoro prende forma, è evidente: non è soltanto una strada rifatta, ma uno spazio urbano che improvvisamente sembra aver trovato una propria identità.
E sarebbe quasi un peccato che questa immagine durasse soltanto il tempo di un cantiere.
Perché, terminati i lavori, qui torneranno le automobili. Torneranno ad occupare gli stalli e, inevitabilmente, a cambiare completamente il colpo d’occhio di quello che oggi appare come un piccolo salotto verde davanti a uno dei luoghi più cari ai teramani.
Ma forse proprio adesso, vedendolo vuoto, ci si accorge di quanto possa essere bello pieno soltanto di persone.
Di anziani che passeggiano sotto gli alberi.
Di bambini. Di famiglie. Di fedeli che arrivano al Santuario senza dover attraversare una teoria di automobili. Di turisti che possono fermarsi, guardare la facciata, sedersi, respirare. Di frati che, come padre Domenico in questa fotografia, possono attraversare il viale dentro una scena che sembra sospesa tra città e convento.
Madonna delle Grazie non è un parcheggio qualsiasi. È uno degli spazi sentimentali di Teramo.
Domani, 8 settembre, il Santuario tornerà ufficialmente alla città dopo i lavori di consolidamento sismico, e forse proprio questa rinascita potrebbe diventare l'occasione per compiere un passo ulteriore: restituire non soltanto la chiesa ai teramani, ma anche il suo viale alle persone.
Certo, esiste il problema dei parcheggi. Ma non sembra impossibile affrontarlo.
Gli stalli recuperati altrove possono compensare almeno in parte quelli eventualmente sacrificati; si può ragionare sull'utilizzo dei parcheggi vicini, sulla rotazione della sosta, sui posti a pagamento e soprattutto sui piani disponibili nei piani vuoti del multipiano San Francesco. Soluzioni da studiare ce ne sono.
Anche con la Easy Help, volendo un accordo lo si trova, magari concedendole un pari numero di posti “vendibili” a San Nicolò. Quello che non si può ricreare facilmente è invece uno spazio come quello che oggi, quasi per caso, il cantiere ci ha permesso di vedere.
Un viale senza automobili.
Guardatelo per qualche secondo.
Non servono rendering, progetti tridimensionali o grandi studi urbanistici per immaginare come sarebbe Madonna delle Grazie pedonale. È già lì.
È questa.
Un frate che cammina.
Gli alberi.
Le pietre bianche.
La luce del mattino.
Il Santuario in fondo.
E nessuna automobile.
Lasciamolo così.
Sappiamo che il Sindaco D’Alberto ci sta pensando.
Lo faccia, Sindaco.
Senza se e senza ma.
Teramo se lo merita,
EdC

