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C’è un momento, nella vita di una città, in cui bisogna avere il coraggio di non tornare indietro. Per il viale e il piazzale del Santuario della Madonna delle Grazie quel momento è arrivato. I lavori stanno restituendo a Teramo uno dei suoi luoghi più belli, identitari e spiritualmente importanti. Il nuovo asfalto stampato, la sistemazione delle aiuole, il verde, l’illuminazione e il recupero complessivo degli spazi stanno mostrando finalmente quello che quel viale potrebbe essere senza automobili: non un parcheggio davanti a una chiesa, ma un vero ingresso monumentale al Santuario.Screenshot_2026-09-07_alle_19.18.13.png

E qui c’è un punto che non può essere dimenticato.

Prima dell’avvio dei lavori era stato siglato un accordo con il Comune di Teramo che prevedeva che, una volta completato l’intervento, i parcheggi sul viale e sulla piazza non venissero più ripristinati. Un impegno che oggi, davanti al risultato dei lavori, acquista ancora più senso.

Perché spendere risorse, energie, anni di progettazione e di lavoro per restituire dignità a questo spazio, se poi tutto dovesse essere nuovamente coperto da due file di automobili?

Sarebbe un controsenso.

Dietro questo progetto, del resto, non c’è un intervento nato ieri. C’è un percorso lungo sette anni al quale ha lavorato l’avvocato Chiara Fabrizi, dirigente del FEC, il Fondo Edifici di Culto, seguendo un progetto complesso e importante che oggi finalmente mostra i suoi risultati.

Sette anni di lavoro meritano una scelta all’altezza.

Il Comune di Teramo, dunque, dovrebbe semplicemente rispettare quanto concordato: niente più parcheggi sul viale e sulla piazza. Gli stalli eliminati possono trovare compensazione altrove e non possono essere poche decine di posti auto a decidere il destino urbanistico, estetico e spirituale di uno dei luoghi simbolo della città.

Anzi, bisognerebbe andare oltre.

Quel viale, finalmente liberato dalle macchine, potrebbe diventare esso stesso parte del Santuario. Un percorso di avvicinamento, non soltanto fisico ma spirituale, alla Madonna delle Grazie.

E allora perché non realizzare proprio lì una Via Crucis permanente?

Quattordici stazioni lungo il viale, affidate magari all’arte ceramica di Castelli. Quattordici opere capaci di unire fede, arte e territorio, trasformando la passeggiata verso il Santuario in un percorso unico e riconoscibile. Sarebbe anche un modo straordinario per portare nel cuore di Teramo una delle espressioni artistiche più importanti dell’Abruzzo.

Ceramica castellana, storia francescana, devozione mariana e bellezza urbana potrebbero dialogare nello stesso luogo.

Immaginiamolo: gli alberi, le aiuole bianche, il nuovo viale, le stazioni della Via Crucis realizzate dai maestri ceramisti di Castelli e, in fondo, la facciata del Santuario.

E poi immaginiamo lo stesso viale con paraurti, portiere, SUV, utilitarie e strisce blu.

La scelta dovrebbe essere fin troppo semplice.

Madonna delle Grazie non ha bisogno di tornare ad essere un parcheggio. Ha bisogno di diventare finalmente quello che questo intervento sembra averci fatto riscoprire: uno dei luoghi più belli di Teramo.

Adesso manca soltanto una cosa.

Lasciarlo libero. 

E.d.C.