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La lista civica “Insieme per Castelli”, guidata dal candidato sindaco Paolo Tancredi, desidera ringraziare pubblicamente Davide Peluzzi per le riflessioni espresse nel suo recente intervento dedicato a Castelli, al suo patrimonio storico, artistico e culturale e soprattutto alla necessità di immaginare per il paese una prospettiva più ampia, autorevole e internazionale. Molti passaggi delle sue parole rappresentano esattamente le motivazioni che hanno spinto tanti candidati, provenienti da esperienze diverse, ad unirsi sotto il nome di Paolo Tancredi. Abbiamo scelto di costruire questa squadra perché siamo convinti che Castelli non abbia bisogno soltanto di amministrazione ordinaria, ma di una guida capace di restituire centralità al paese nei tavoli istituzionali regionali, nazionali ed europei. Castelli non può più permettersi di vivere soltanto del proprio straordinario passato. La sua storia — dalla maiolica castellana al soffitto di San Donato, dalla tradizione artigiana alla bellezza unica del Monte Camicia — merita una visione moderna, ambiziosa e aperta al mondo. Per questo abbiamo scelto Paolo Tancredi. Perché crediamo serva una figura con esperienza amministrativa consolidata, relazioni istituzionali costruite negli anni e capacità concreta di intercettare fondi, opportunità e progettualità che un piccolo comune, da solo, fatica spesso a raggiungere. La riflessione di Peluzzi sul rischio che i piccoli borghi restino “musei muti e dimenticati” ci trova profondamente d’accordo. È proprio questo il rischio che vogliamo evitare. “Insieme per Castelli” nasce infatti dall’idea che il paese debba tornare a parlare fuori dai propri confini: attraverso il turismo culturale, la ceramica contemporanea, le reti internazionali dell’artigianato, i cammini, gli eventi, le collaborazioni con università, accademie e istituzioni culturali. Molti candidati della lista hanno deciso di mettersi in gioco proprio perché hanno riconosciuto in Paolo Tancredi la possibilità concreta di fare da ponte tra Castelli e il mondo esterno. Una figura capace di rappresentare il territorio con autorevolezza nei luoghi in cui si decidono finanziamenti, programmi di sviluppo e grandi progettualità. Questo non significa sminuire l’importanza dell’identità locale o delle competenze di chi vive quotidianamente il territorio. Al contrario: significa mettere quelle energie nelle condizioni di contare di più. La nostra lista è composta da donne e uomini delle frazioni, del mondo del lavoro, dell’associazionismo, dell’artigianato, dell’agricoltura e del volontariato. Persone che conoscono i problemi quotidiani di Castelli, ma che oggi sentono anche il bisogno di una visione più larga e strutturata. Per noi il futuro di Castelli non può essere soltanto gestione dell’esistente.
Deve diventare rilancio culturale, turistico, economico e sociale. Ed è proprio per questo che abbiamo scelto di unirci sotto un progetto forte, credibile e autorevole. Infine, desideriamo rivolgere a Davide Peluzzi un sincero ringraziamento per l’amore autentico e la passione con cui continua a raccontare Castelli e la montagna abruzzese nel mondo. Le sue parole rappresentano uno stimolo importante per chi oggi ha deciso di assumersi la responsabilità di costruire una nuova prospettiva per il paese: più aperta, più ambiziosa e capace di guardare lontano, senza mai perdere le proprie radici.

 

Lista civica “INSIEME PER CASTELLI”

 

Questo il post di Peluzzi

Castelli uno dei Simboli d'Eccellenza della Montagna Teramana nel Mondo.
Sono stato su montagne di vari continenti nel mondo, dall’Himalaya all'Artico, dall’Atlante alle Alpi. E una cosa l’ho imparata: i borghi o meglio paesi che sopravvivono non sono quelli più belli, ma quelli che sanno parlare al Mondo.
Castelli è uno di questi.
Avete un patrimonio che non ha eguali: la maiolica del ‘600, il soffitto di San Donato, l’artigianato che ha fatto scuola in Europa al cospetto della grande Parete nord del Monte Camicia.
Ma la bellezza, da sola, non basta. Se resta chiusa dentro i confini del paese, diventa un museo “muto e dimenticato”.
Per questo dico con franchezza: per rilanciare l’antico borgo, Castelli ha bisogno di un Sindaco che sia prima di tutto una personalità politica di livello regionale o nazionale, con comprovata cultura amministrativa.
Non sto dicendo che il sindaco debba venire da fuori per forza. Dico che deve avere una visione che vada oltre Castelli. Deve saper sedersi a un tavolo a Bruxelles per i fondi europei, a Roma per i progetti sul turismo culturale, a Pescara per i piani di sviluppo dell’Abruzzo. Deve conoscere la macchina amministrativa, i bandi, le reti internazionali. Deve parlare la lingua dei grandi eventi, delle candidature UNESCO, degli investitori culturali. Deve saper riconoscere nomi illustri , figli di Castelli come Felice Barnabei (1842–1922) è stato un archeologo, politico e organizzatore culturale italiano. È considerato uno dei principali promotori della tutela del patrimonio archeologico in Italia.
Fu direttore generale delle Antichità e Belle Arti del Regno d’Italia e fondò il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, contribuendo anche alla nascita di una moderna legislazione per la protezione dei beni culturali.
Nel dicembre 2022 accompagnai personalmente, a nome e per volontà del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, un responsabile di alto profilo istituzionale incaricato della valutazione UNESCO. Ebbene, a Castelli non fummo ricevuti da alcun rappresentante delle istituzioni comunali. Un segnale certamente non positivo agli occhi di chi era chiamato a valutare il territorio e la sua capacità di rappresentarsi con visione, presenza e consapevolezza istituzionale.
Un sindaco locale, bravo e onesto, rischia di avere una visione limitata al quotidiano: la strada da asfaltare, la luce da riparare. Cose necessarie, certo. Ma non bastano a fermare lo spopolamento, a creare lavoro per i giovani, a riportare artisti e artigiani a vivere qui.
Un amministratore teramano-abruzzese, con esperienza e contatti, può fare da ponte. Può trasformare Castelli da “bel borgo” a “caso studio internazionale di rigenerazione culturale”. Può portare qui Università, Fondazioni, biennali di ceramica, scambi con Limoges, Faenza, Jingdezhen. Può fare in modo che quando un curatore giapponese o un designer svedese pensa alla ceramica d’autore, pensi a Castelli.
L’alpinismo, l’himalaysmo e l’appenninismo mi hanno insegnato che per salire in alto serve una cordata e serve una guida: un leader consapevole ed esperto.
Castelli ha la corda — la magnificenza della Natura, la Storia, l’Arte, la Gente.
Ora serve una guida con lo sguardo lungo, che conosca la montagna intera, non solo il sentiero di casa.
Non "scegliete" per il campanilismo.
Scegliete per un futuro migliore.
Un territorio straordinario dove il Monte Camicia da sempre ci guarda pazientemente da sempre.

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