
Tortoreto sarà per 2 giorni capitale italiana della pace e della solidarietà Domenica 31 maggio e Lunedi 1 giugno sul lungomare di quella che è la regina del turismo abruzzese riecheggerà la voce di Don Tonino Bello, il venerabile “profeta della pace” la “voce di chi non ha voce” il Vescovo della chiesa del grembiule che nel 1991 guidò 500 volontari “spes contra spem”nel cuore della guerra, a Sarajevo” per “osare la pace” e con quel gruppo di beati costruttori di pace riuscì a rompere l’assedio serbo alla bosniaca Sarajevo e a portare aiuti e viveri. Senza stampa internazionale, televisioni, tamburelli e servi schiocchi al soldo dei buoni al seguito. Come sottolinea nella sua ultima enciclica il Santo Padre in un mondo in cui i poveri aumentano, si assista paradossalmente alla crescita di ristrette élite che vivono in una realtà separata, fatta di lusso, sprechi e vizi lontani dalla vita della gente comune. Questo dimostra che persiste, spesso in modo subdolo, una cultura dello scarto che tollera l’indifferenza verso milioni di persone che soffrono la fame o vivono in condizioni indegne. Le parole del Papa in ”Magnifica Humanitas” ci invitano con forza a contribuire alla costruzione di un nuovo modello sociale, fondato sulla solidarietà, la dignità della persona, sul lavoro giusto e sul bene comune. Ancora una volta la piccola Tortoreto si farà gigante ospitando 16 personaggi nazionali e internazionali che la pace e la solidarietà la fanno davvero testimoniando che la pace e un mondo solidale e più giusto si costruisce con un impegno collettivo e capillare, che già esiste eppure viene sottovalutato. I pacifisti veri non sono quelli che si limitano a denunciare le brutture della guerra per “pulirsi la coscienza”. Sono invece persone che si sporcano le mani per la pace, la solidarietà, per la giustizia, per la verità. Penso a chi fa volontariato in mezzo agli ultimi della terra, ai medici nelle zone di guerra ma anche nella “trincea” della sanità pubblica.. Penso agli insegnanti che oltre a insegnare educano, agli attivisti ambientali che in ogni fazzoletto di terra per cui si mobilitano e difendono il futuro di tutti noi, Certo, lo sappiamo, il contesto globale è cupo. Dall’Ucraina alla Palestina dall’Iran al Libano, passando per zone spesso dimenticate come il Congo o il Sudan, le notizie che giungono quotidianamente sembrano suggerire che il dialogo abbia perso la voce, e che le armi abbiano preso il sopravvento. Eppure, da Tortoreto, la risposta non si fa attendere: sì, la pace si può ancora immaginare. E non solo immaginare: costruire, giorno dopo giorno, con piccoli gesti. Fortemente volute dal Sindaco Domenico Piccioni a fare da filo conduttore alle serata è il pensiero profetico di Don Tonino Bello interpretato in modi diversi dai 15 prescelti per ricevere il Premio “Don Tonino Bello”. In queste giornate le sue parole “osare la pace” diventano più che uno slogan: è una sfida concreta, una visione alternativa a un mondo che sembra rassegnato al negativo. In un clima di sincera partecipazione, relatori e ospiti ancora una volta ribadiranno che le loro scelte di vita sono scelte determinanti per un cambiamento che parta dal basso, che un mondo migliore non è utopia, ma un obiettivo reale, da perseguire attraverso piccoli gesti, maggiore attenzione all’altro, il rispetto dei diritti , la giustizia sociale e la promozione della dignità.
Leo Nodari

