
Oggi, mercoledì 24 giugno segna un passaggio importante: Gianni Alemanno riacquista la sua libertà.
Un periodo difficile si chiude, senza che la sua determinazione sia mai venuta meno.
La sua comunità, i suoi amici, i camerati, chi gli vuole bene da 45 anni come me e chi ha creduto in lui da sempre sarà davanti ai cancelli di Rebibbia alle 10.00, per accoglierlo e festeggiare un nuovo inizio.
La libertà torna. La battaglia riprende. E’ il momento del coraggio. Ma non per tutti.
Non per chi non sa cosa significhi la parola “credere” , non per chi è buono per tutte le stagioni e vive sempre sotto padrone si rimette le pantofole e si beve il minestino caldo che la sera l’aspetta. Non per chi non ha mai urlato “fedeltà” e non è mai stato un “militante” , non per gli inutili melliflui consuma aria che vivono in ginocchio leccando il culo ai suoi padroni, chiusi dentro la vecchia logora giacca blu by rocco marocco e fanno finta di vivere davanti alla tv godendo solo con Maria. Gianni torna libero e nuovi orizzonti si accendono ma non per chi non è pronto a rischiare per i suoi valori, non per chi è un pavido senza palle. Oggi il camerata Gianni Alemanno esce dal carcere dove uno Stato corrotto e corruttore ha rinchiuso il suo corpo accendendo quanto mai la sua mente che ha ricreato una comunità di ribelli . Di cui io faccio parte con orgoglio. Con onore.
Lo so. Non ripetetel.. Si lo so. Ma come faccio a non gridare “vergogna!!”. . Non è tanto per la palese violazione di ogni concetto di giustizia. Non è tanto per l’assurdità della cosa, per l’assurda pena per il non più reato di “traffico di influenze". Alemanno non ha fatto niente. Il reato per il quale è stato condannato non esiste. Ha subito calunnie processuali per un lustro. La decisione di non concedergli la condizionale è stata una prepotenza. Levargli la libertà una sopraffazione e una persecuzione. Qualcuno si indigna? Pare che non si indigni nessuno. Né a destra né a sinistra. Garantisti dei miei stivali! Leader della destra sociale è stato travolto dall’inchiesta su mafia capitale. Poi assolto. Accusato di reati tremendi e trascinato nel fango. Poi assolto. Senza scuse. Da tutto tranne che da un traffico di influenze per avere chiesto informazioni su un pagamento, assolutamente legittimo, a una cooperativa. Assurdo!! Gianni Alemanno leader dei giovani del M.S.I. , leader rautiano, parlamentare, ministro, sindaco di Roma – che resta il miglior politico della destra italiana - che ha allevato e promosso molti degli uomini e delle donne che oggi sono al potere, ha combattuto decine di battaglie, politiche e sociali, sovraniste, umanitarie e pacifiste. Ha pagato a carissimo prezzo le amicizie con Teodoro Buontempo, Gigi D’Addio, Sergio Mariani e tutti quelli che hanno fatto la storia della “Destra” a Roma , gli insegnamenti di via degli Scipioni che lui ha tradotto in pratica e portato nelle piazze, un passato luminoso che c’è e lui ha sempre rivendicato, con la scusa palese basato sul mancato rispetto delle regole per gli spostamenti (orari) imposte dai magistrati. Certo se uno sbaglia deve pagare. E va bene che devi pagare anche se rientrato alle ore 22,00 invece che 21,00. Questo è un punto fermo. Va bene. Ma qui siamo alla chiara ritorsione. Alla persecuzione. In Italia puoi uccidere un carabiniere, o rubare, spacciare o violentare a morte una donna ed andare agli arresti domiciliari. L’ex ministro e sindaco di Roma è stato in galera per un ritardo nel rientro a casa. Roba da scherzi a parte. Non posso non incazzarmi per questo accanimento esagerato per una persona certo non socialmente pericolosa. Non mi va bene un paese dove la giustizia è quel che è, dove si applicano ogni giorno due pesi e due misure. Che poi proprio a Roma un novello Dante ci potrebbe scrivere un nuova “Commedia” su quel che succede ogni giorno nella marrana di piazza Clodio. Va bene, lo so, siamo in un paese che nella giustizia è pari al terzo mondo, dove si attende per anni un provvedimento. Ma non posso non schifarmi per un provvedimento firmato alle ore 20,04 del 31 dicembre che sancisce l’arresto di una persona non pericolosa condannato per un reato non violento commesso (forse) nel 2012. Solo perché di nome Alemanno. E’ veramente oltre la tolleranza. Davvero l’ingegnere Alemanno Giovanni costituiva un pericolo imminente per la collettività la notte di capodanno tanto che il magister ha dovuto deglutire lo champagne caldo nel gargarozzo pur di firmare il provvedimento?
Probabilmente la verità, quella vera, non la conosceremo mai. Io, nel dubbio, esterno tutta la mia piena e sincera solidarietà ad Alemanno che con coraggio – almeno dal 1975 fino al 2010 quando io l’ho conosciuto e frequentato quotidianamente leader dei giovani della destra romana prima e segretario nazionale del “fronte” poi - si è sempre pubblicamente esposto in posizioni politiche a difesa della Patria. Ma al di là del merito della vicenda, la domanda che bisognerebbe porsi è un'altra. Davvero il dott Giovanni Alemanno meritava un “provvedimento di urgenza” stile terrorista Jihadista? Davvero èra più pericoloso di tanti stupratori, ladri, spacciatori e delinquenti che, mentre lui veniva tradotto a Rebibbia, venivano invece scarcerati per trascorrere felicemente la vigilia di capodanno con il loro cari? C’è stato accanimento contro Alemanno ? Io dico di si. Ma da oggi è libero e la storia cambia. Il cammino riprende.
Leo Nodari

