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Parla da Pontefice ma si presenta come pellegrino “sulle orme di Papa Francesco”. Leone XIV, da Lampedusa parla al mondo che lo accoglie con calore come fece tredici anni fa, l’8 luglio 2013, con il Pontefice argentino che volle compiere in quest’isola il suo primo viaggio da successore di Pietro L’appello, non urlato e proprio per questo ancora più incisivo, è a quanti sono chiamati a “una responsabilità epocale” sul tema migratorio. Il ricordo è per le vittime di “decisioni mancate”.  L’immigrazione è antica come l’umanità. L'immigrazione è un fenomeno complesso. Quando si parla di immigrazione dovrebbe esserci un’unica parola da tenere sempre a mente, al di là degli schieramenti politici o delle convinzioni personali, ovverosia la parola rispetto della vita. Inutile sperare in soluzioni salvifiche o in una retromarcia della storia: a parte i trinariciuti nibelunghi e le orde di barbari ignoranti tutti hanno chiaro che nei prossimi anni le migrazioni dall’Africa continueranno come e più di prima. E l’Italia, per questioni prima di tutto geografiche, ne sarà interessata. Di fronte a un tema così epocale, è ovvio che la gestione verrà dalle risposte identitarie, chiare e nette, senza pregiudizi altrimenti il passaggio da una non-gestione a una mala-gestione sarà brevissimo. E a rimetterci saranno tutti i cittadini. Da 30 anni l’immigrazione è diventato un fenomeno gigantesco, che proviene principalmente dall’Africa e dal Medio Oriente è composto soprattutto da giovani maschi, forti, arrabbiati, mussulmani educati ad odiare l’occidente . E per questo molto pericolosi. Negli ultimi quindici anni la crisi economica ha condizionato le strategie dei migranti, e in modo particolare i nuovi arrivi. Mentre per circa trent’anni il mercato ha assorbito manodopera immigrata, obbligando governi di ogni colore a varare ben sette sanatorie in venticinque anni, fino al 2012, in seguito il sistema economico ha comunicato a lungo il messaggio di una sospensione della domanda di nuovi lavoratori. La migrazione massiva, da qualsiasi punto di vista, è un fenomeno disastroso e deleterio per le nazioni e i popoli che genera problemi sociali, culturali ed economici e compromette la sovranità e l’identità nazionale. Per gli Stati di origine, l’emigrazione massiva impoverisce il patrimonio umano e culturale. L’Italia e l’Europa fronteggiano ormai da decenni un fenomeno migratorio di dimensioni enormi che si inserisce in un quadro più ampio di processi geopolitici ed economici, molto spesso, se non sempre, incentivati da centri di interesse che perseguono interessi e obiettivi contrari a quelli di nazioni e popoli. Dinanzi a questo fenomeno, che non si è arrestato con il trascorrere degli anni, ma ha continuato ad aumentare nonostante le misure di contrasto assunte, si impone una reazione più ferma ed energica. L’Europa ha deciso: far entrare chi serve al sistema produttivo o ha diritto all'asilo e respingere velocemente chi non fa parte di queste due categorie. Esplusioni accelerate è la parola d'ordine. Nel rispetto pieno di chi è venuto in Italia per lavorare rispettando le nostre leggi e si è integrato nel paese ospitante. E nella tolleranza zero verso tutti i cittadini stranieri che rappresentano un pericolo potenziale, chi crede di potersi impossessare delle nostre città, per chi è venuto per rubare nelle nostre case e compiere violenza contro gli italiani e i cattolici. “Diritto pieno alla vita e pieno rispetto per tutti” significa oggi riaffermare i nostri valori culturali, le nostre tradizioni , religione e parole d’ordine come sovranità, confini, nazioni che si sposano e fanno un tutt’uno con solidarietà e diritti umani. Occorre che tutti si impegnino contro la pericolosa sostituzione etnica . Basta con il falso multiculturalismo che confonde il rispetto con la debolezza, e per una legge che espelle non solo gli immigrati irregolari, ma anche qualsiasi straniero autore di delitti sul territorio nazionale. 
Leo Nodari