
“Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare…” Appuntamento culturale imperdibile Sabato 11 luglio alle 18,45 all'Auditorium Sant'Agostino di Atri organizzato dalla “Associazione La Sfida” che presenta il libro "Tu chiamala se vuoi rivoluzione" il saggio politico scritto da Gabriele Adinolfi (edito da Soccorso Sociale). A moderare l'incontro l'avvocato Pietro Ferrari, con Pierfrancesco Nardini. Un grazie specialissimo agli ignoti democratici trinariciuti rosso rubino dalle idee brillanti quanto un topo ammuffito che, con la loro genialata democratica di chiedere l’annullamento della concessione della sala Sant’Agostino, mi hanno fatto scoprire l’evento con Gabriele Adinolfi di alta rilevanza culturale che la prossima volta andrà promosso un pò meglio. Anche se un ringraziamento è sempre dovuto a chi si è impegnato in tal senso.
Gabriele Adinolfi fine giornalista e scrittore, leader e fondatore e promotore di centri studi e riviste, e animatore d'iniziative metapolitiche e militanti. Nel 1976 con Giuseppe Dimitri fondò il movimento “Lotta studentesca”, più noto come “Terza posizione”. Il libro di Gabriele Adinolfi, edito dalle Edizioni Soccorso Sociale è un volume che bisogna necessariamente leggere e soprattutto comprendere. Questo libro propone un'analisi lucida e controcorrente sulle dinamiche interiori e culturali che modellano l’uomo contemporaneo. Adinolfi affronta temi centrali della sua opera di ricerca e di pedagogia metapolitiche, invitando a superare corazze e ribellismi di facciata per recuperare autenticità e visione. Gabriele pone sul tavolo tutti i temi più importanti sui quali un’area culturale e politica, matura, responsabile e coerente con i suoi postulati rivoluzionari, dovrebbe avere le idee chiare per affrontare con successo il futuro che infonde una sorta di ” ottimismo realista” che dovrebbe contraddistinguere chi si riconosce in certi Principi. La centratura esistenziale sono un altro leit- motiv del libro che lo rendono un necessario vademecum da portare nello zaino di chi ama marciare e non marcire. Non amo dilungarmi, ergo lascio volentieri la parola alla lettura ed alla meditazione del libro. In questo libro si mettono in luce tutte le opportunità che abbiamo di fronte a noi, e lo spirito con cui coglierle. Rivoluzionare significa proprio questo. continuare a trincerarci dietro convinzioni da sfigati e da incapaci e definire ciò come quell’alternativa che non è? Vediamola in tutt’altro modo! Il titolo Tu chiamala se vuoi rivoluzione è ispirato da un verso della canzone di Battisti Emozioni. Il messaggio è che la rivoluzione è un cambio del pensiero e dei comportamenti.
Nel libro si analizzano tutti i convincimenti errati sul potere, la geopolitica, la finanza. Si contrappone all’antagonismo sterile ed acido un protagonismo adatto alla società liquida e fondato sull’impersonalità del dono. Si mette l’accento sulla necessità di difendere e rigenerare l’Europa, di portare il sociale nel locale e rifarsi ai principi mediante gli insegnamenti storici e mitologici. Si sostiene che la forza di rigenerazione adatta alla società liquida, una sorta di comunità delle comunità dalle caratteristiche mercuriali, esiste anche se per il momento ignora se stessa e che le reazioni alle imposizioni sovversive (reazionarie o progressiste che siano) si notano ovunque perché vengono dal DNA. L’importante è prenderne coscienza e aiutarle a non sbagliare strada. Si può, eccome se si può! La vittoria nasce dal cuore ma anche dalla testa.
Leo Nodari

