
Tra misteri di Stato, ombre sospese, profumo di zagare, una Regione terrorizzata dalle stragi, paralizzata dalla paura, la convinzione era che trucidati Boris Giuliano, Ninni Cassarà, Beppe Montana, Falcone e Borsellino nessuno sarebbe stato in grado di liberarla dal giogo di Cosa nostra.
Li ricordo bene quei giorni dal giugno ’92 quando il Sindaco Orlando fu prelevato sotto casa e portato in un luogo segreto. Il capo della mafia Bernardo Provenzano era nell’ombra da 43 anni, governando Cosa nostra attraverso ‘pizzini’ , complicità dei “buoni” e silenzi dei più. A spezzare quell’incantesimo di invincibilità l’11 aprile del 206, fu un giovane funzionario della Polizia di Stato a capo della sezione “Catturandi” della Questura di Palermo, Renato Cortese lavorando fuori dai riflettori, in silenzio, . Dopo Provenzano Pietro Aglieri il “padrino” e Gaspare Spatuzza, il “colonello” dei fratelli Graviano che da pentito riscrive la storia delle stragi fino all’arresto di Brusca, “il porco” a capo della squadra che massacrò i giudici Chinnici e Falcone, le scorte e il piccolo Di Matteo sciogliendolo nell’acido, segnando una delle più importanti operazioni nella storia della lotta a Cosa Nostra . Questi successi di Renato Cortese hanno contribuito a sconfiggere il mito dell’incrollabilità della mafia e della massoneria . Perché meravigliarsi se qualcuno in giacca e cravatta e camicia pulita ora gliela vuole far pagare ? Da allora Cortese ha diretto la Squadra mobile di Roma, poi Questore e Prefetto fino a essere nominato direttore centrale delle specialità della Polizia di Stato. E nonostante questo ancora gira nelle scuole mostrando che la legalità non e’ un concetto astratto, ma una scelta quotidiana di coraggio per stare dalla parte dello Stato e impegnarsi quotidianamente a contrastare le logiche criminali.
Tortoreto “città della legalità” a 20 anni da allora concede la cittadinanza onoraria al Prefetto Renato Cortese, un eroe italiano. La cittadinanza onoraria costituisce il più alto riconoscimento che il Comune, nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali, può conferire a persone che si siano particolarmente distinti nei diversi settori per meriti civili, morali, sociali o culturali, contribuendo in modo significativo alla crescita e al prestigio della comunità . Il Prefetto Renato Cortese non è solo il Presidente del Premio nazionale Paolo Borsellino, manifestazione unica nata nel 1992 in Abruzzo per promuovere la cultura della legalità e dell’impegno civile ma è anche un servitore dello Stato che ha sempre dato nella sua carriera nella Polizia di Stato uno straordinario contributo, alla lotta alla criminalità organizzata nell’ambito della sua attività investigativa e operativa, caratterizzata da professionalità, coraggio, determinazione e assoluta dedizione al servizio. Un plauso va ancora una volta al Sindaco Piccioni e alla sua squadra che con atti concreti ha testimoniato da che parte stare. ,
Leo Nodari

