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ADD2382F C183 422B 8DF9 457502A8E151Non dire gatto... se non ce l’hai nel sacco. E revoca... non fu. L’atto con il quale il presidente del Consiglio Sospiri avrebbe dovuto ritirare la designazione di Paolo Gatti, quale componente non togato della Corte dei Conti, non è arrivato. Si attendeva per ieri, e invece niente. 

Ufficialmente, pare, perché mancava il dirigente regionale che ha seguito l’iter, ufficiosamente perché questa vicenda sta mettendo in grave imbarazzo la maggioranza. 

Vediamo di fare un po’ d’ordine.

  1. la nomina di un secondo rappresentante alla corte dei conti non è obbligatoria. L’Abruzzo fino al 2021 ha già un suo rappresentante (e non era obbligatorio nominare neanche lui) e già ci costa 200 mila euro l’anno.
  2. La nomina dell’attuale rappresentante passó in Consiglio Regionale e non fu una designazione del presidente.
  3. È regola che la persona nominata non abbia rapporti con la politica, in ossequio alla terzietà del ruolo.
  4. L’impegno di mandare Gatti alla Corte dei Conti, l’avrebbe preso direttamente Marsilio in campagna elettorale, a fronte dell’appoggio dello stesso Gatti. E questo in qualche modo intaccherebbe il requisito di terzietà
  5. Sospiri, forte anche di un parere dei dirigenti della Regione, considera l’iter fin qui seguito del tutto corretto.
  6. La Lega, però, anche alla luce del mancato accordo sulla candidatura di Di Stefano a Chieti e il nuovo cda del Ruzzo, ha deciso di chiedere la revoca dell’atto, perché possa essere il Consiglio a votare. 
  7. I cinque stelle, che avevano sempre b contestato l’iter, si dicono soddisfatti dell’annunciata revoca, perché vogliono che sia il Consiglio a votare.
  8. Gatti, dal canto suo, minaccia azioni legali di risarcimento, qualora la designazione venisse revocata.

La considerazione - amara - è che questa vicenda è diventata un “caso” che certo non fa bene all’immagine politica della Regione e al rapporto coi cittadini, che davvero fanno fatica a capire che bisogno ci sia di spendere un milione di euro in cinque anni per una nomina che non è obbligatoria né vitale per l’Abruzzo. Se non avessimo neanche un rappresentante alla Corte dei Conti, non cambierebbe nulla. Anzi sì, risparmieremmo soldi che potremmo spendere in altro modo. 

Come andrà a finire? 

Andrà a finire, vedrete, che Gatti sarà nominato, magari proprio dal Consiglio, oppure che si troverà un cavillo che, all’improvviso, metterà tutto a posto. E quella nomina, come avviene in politica, ne gemmerà altre in altri enti, o accordi su candidature. 

E noi spenderemo un altro milione di euro in cinque anni, oltre quello speso per il componente nominato all'epoca di D'Alfonso

E tutti vivranno felici e contenti.

Amen

 

Adamo

la figlia di fico è una rubrica saltuaria di satira politica e politica satirica

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