
Il “Premio Speciale Roberto Michilli”, XXVIII edizione “ Premionazionale di poesia Oreste Pelagatti” a Civitella del Tronto, è stato conferito al poeta Lino Angiuli. Leandro di Donato direttore artistico de “Le Lunarie” ha dialogato con Angiuli, le letture sono state curate da Margherita Di Marco della “Compagnia dei Merli Bianchi”. Abbiamo rivolto anche noi alcune domande al poeta.
Ha ricevuto il “Premio speciale Roberto Michilli” che si aggiunge ai suoi tanti riconoscimenti. Che ne pensa?
Potrebbe sembrare una risposta un po’ leziosa ma non è così, mi fa molto piacere.Da quello che ho visto, letto, capito qui avete il “vizio” della resistenza. Anche per me è un vizio che mi appartiene,mi onoro di rappresentare la poesia come fonte di resistenza dell’umanità, soprattutto nei confronti di un mondo, come quello attuale, che non premia molto questi valori.
Poesia dei luoghi, meridione realistico. Che rapporto ha con la sua terra :“Puglia, due sillabe di luce in carne e ossa”?
Poesia dei luoghi, tutto è poesia si tratta solo di grattare e di scovarla. La vita, il mondo è poesia. Il poeta o il “ praticante poesia” non fa altro che intercettare queste frequenze, sotto forma di espressione lirica. Certo la Pugliaè un legame, ma non è solo per me, tutti dovremmo essere figli non solo di un padre e di una madre ma anche di una terra, guai se perdiamo questo rapporto. Per me la Pugliasignifica meridionalità, mediterraneità, il legame antropologico, fisico, tattile che passa per i cinque sensi è fondamentale.
Lei è anche impegnato culturalmente, ha diretto un centro di servizi culturali, collabora con i servizi culturali della Rai, ha partecipato alla fondazione di alcune riviste letterarie tra le quali Incroci e Portanuova di Monopoli…
La ringrazio. Ho avuto la fortuna di lavorare per la regione Puglia per la promozione culturale, per tanti anni e anche dal punto di vista istituzionale e quindi mi sono battuto per la promozione della mia terra come ognuno dovrebbe fare : svolgere il suo impegno per la propria terra. Prima che i politici, tecnici, i media, si occupassero della promozione dei nostri territori ci sono stati i poeti, anche io indegnamente, ripeto che la mia regione è speciale.Ogni regione deve essere speciale per i suoi figli.
Quando ha cominciato a scrivere poesie?
A 18 anni. Le dico subito che cosa succede nella vita che è carica di sorprese. Io al Liceo classico non ho mai preso più di 4 in italiano, un po’ come Marconi che andava male in matematica. Mio padre contadino mi diceva “che dobbiamo fare di questa poesia?” –le risparmio la versione dialettale- I miei docenti all’Università quando hanno scoperto che c’era un po’ di stoffa, un po’ di talento mi dicevano”lascia perdere la poesia, tu devi fare il critico, datti alla critica perché hai delle possibilità” . Ha vinto la poesia, evidentemente dovevo fare questo, era necessario che facessi questo, ho superato il 4 in italiano…ancheil “ passaggio a livello” di mio padre contadino che ripeteva”ragazzo, qua si suda…”e la barriera accademica in cui la poesia non ha goduto di ottima fama. I miei docenti erano contrari alla poesia che ritenevano forma minore di conoscenza.
“Poesie vegetali”. Di che cosa si tratta?
Poesie vegetali perché nel mio lungo percorso, dai 18 anni fino adesso che ne ho appena compiuti 80 sono passato dalla fedeltà alla terra, alla difesa delle radici e adesso è arrivata la tappa che considera la posizione antropocentricacon le poesie della terra. L’uomo crea una serie di danni, quindi in unarelazione con le altre creature…io ho scelto i vegetali, basilico, prezzemolo,pianta, albero. L’ulivo per me è sacro, esperimento simbolico della figura paterna, gli ho dedicato due libri :ho cominciato parlando all’ulivo e ora cerco di tacere e far parlare l’ulivo. Il verde è importante per ridurre il rischio antropocentrico, l’uomo fino a quando crederà di essere l’ombelico dell’universo ci porterà guai.
Insegno italiano, come posso far amare la poesia ai mie alunni?
Per me è una scommessa. La poesia non bisogna scolarizzarla, si deve “iniettare” perché ci insegna a essere persone libere Per imparare la poesia ci vuole impegno, studio, per sapere qualcosa di matematica bisogna studiare delle ore, così è anche per la poesia sevoglio accedere a una “zona franca” dove respirare libertà.
ANNA BRANDIFERRO
LinoAngiuli è nato a Valenzano (Bari), è un poeta e scrittore italiano la cui opera è profondamente radicata nella terra di Puglia e nella sua cultura. Ha pubblicato numerose raccolte in lingua italiana e dialettale. Opere principali: Liriche (1967), La parola l’ulivo (1975), L’appello della mano(2010), MadreterraMadreterna. Parole dalla Puglia(2018), Poesie vegetali (2022), Un altro tempo 2025. Principali riconoscimenti: cinque premi alla carriera, premio Nazionale di poesia Calabria Veneto. Traduzioni internazionali dei suoi testi poeticiin numerose lingue(Stati Uniti, Messico, Spagna e Corsica) Le sue poesie sono in importanti antologie ed enciclopedie della Letteratura Italiana.

