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BONOLISLa gestione pubblica dello stadio Bonolis torna al centro dello scontro politico. A puntare il dito contro l'operazione voluta dall'amministrazione comunale è la consigliera comunale di opposizione Laura Angeloni, che definisce l'acquisizione dell'impianto «una clamorosa sconfitta a danno dei cittadini».

Secondo Angeloni, quello che il sindaco aveva presentato come un «passaggio storico» si starebbe rivelando un'operazione economicamente insostenibile, soprattutto alla luce della prospettiva di dover sostenere circa un milione di euro di lavori di manutenzione straordinaria.

«Avevamo già previsto che l'operazione non si sarebbe retta dal punto di vista economico – afferma la consigliera –. Ci era stato assicurato che le somme investite sarebbero rientrate e che il Comune non avrebbe subito perdite. Oggi, invece, quelle previsioni si stanno dimostrando completamente sbagliate».

Angeloni sostiene che il Comune non avrebbe valutato adeguatamente lo stato di manutenzione dell'impianto prima di assumerne la gestione e denuncia l'incertezza sui futuri costi che ricadranno sulle casse comunali. «Oltre alla perdita degli incassi – aggiunge – non sappiamo ancora quale sarà l'entità delle spese necessarie per mantenere lo stadio».

Nel mirino della consigliera finisce anche il presunto impatto economico complessivo dell'operazione, che, secondo la sua ricostruzione, avrebbe già prodotto «un buco da sei milioni di euro». Da qui la domanda: «Chi pagherà il conto? Saranno inevitabilmente i cittadini teramani».

Per Angeloni le risorse destinate al Bonolis avrebbero potuto essere impiegate per altre priorità della città, come la manutenzione delle strade, il rifacimento dei marciapiedi, l'illuminazione pubblica, l'installazione di telecamere di sicurezza, la cura del verde, la sicurezza delle scuole, i servizi comunali e i nidi d'infanzia.

La consigliera mette inoltre in dubbio che la gestione pubblica fosse una condizione necessaria per consentire al Teramo Calcio di disputare le proprie partite al Bonolis. «Il Teramo avrebbe potuto continuare a giocare nello stadio anche con una gestione privata», sostiene.

Infine Angeloni ricorda come il Consiglio comunale che approvò l'operazione si svolse alla presenza di numerosi tifosi favorevoli all'acquisizione pubblica, ribadendo però che gli amministratori sono chiamati a rappresentare l'interesse dell'intera comunità e non soltanto quello degli appassionati di calcio. «Tra gli stessi tifosi – conclude – ci sono molti che oggi criticano il fatto che la collettività debba sostenere costi milionari per consentire al Teramo di disputare il campionato al Bonolis».