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GIOVANNISCHIAPPA

Prima la volontà di prorogare l’incarico, poi, appena nove giorni dopo, il dietrofront e la decisione di chiudere l’esperienza della segreteria comunale associata con Torricella Sicura e Cortino. A Castelli diventa un caso politico la vicenda che porta alla conclusione del rapporto con il segretario comunale Vincenzo Palumbi. Il Consiglio comunale del 31 agosto ha infatti approvato la delibera per lo scioglimento anticipato della convenzione tra i Comuni di Castelli, Torricella Sicura e Cortino per la gestione associata dell’Ufficio di Segreteria comunale. Una scelta sulla quale il gruppo consiliare di opposizione “per CASTELLI” ha deciso di astenersi, chiedendo però al sindaco di chiarire cosa sia accaduto nell’arco di appena nove giorni. Il punto centrale della vicenda è infatti racchiuso tra due date.
«Il 6 agosto il Comune di Torricella Sicura, capofila della convenzione, aveva chiesto a Castelli di esprimersi sulla proroga dell’incarico del segretario, in scadenza il 31 agosto. Il successivo 18 agosto, con una comunicazione ufficiale firmata dal sindaco, Castelli aveva espresso la volontà di proseguire il rapporto con Palumbi - scrive Giovanni Schiappa -  il 27 agosto arriva però la svolta. Il Comune rettifica la precedente comunicazione e manifesta a Torricella Sicura e Cortino la volontà di non confermare il segretario, avviando di conseguenza il percorso per lo scioglimento della convenzione».
È proprio questo repentino cambiamento a finire nel mirino dell’opposizione, che parla di una scelta politica che produce conseguenze non soltanto su Castelli ma anche sugli altri due Comuni coinvolti nella gestione associata. Durante il Consiglio comunale il gruppo “per CASTELLI” ha chiesto spiegazioni al primo cittadino. Secondo quanto riferisce l’opposizione, il sindaco si sarebbe assunto la responsabilità della decisione, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto da Palumbi ma facendo riferimento anche alla necessità di preservare gli equilibri della maggioranza e a un “senso di opportunità politica e amministrativa”. Una spiegazione che non convince la minoranza. La domanda posta dall’opposizione è molto semplice: cosa è cambiato tra il 18 e il 27 agosto per trasformare la volontà di prorogare l’incarico nella decisione di interrompere il rapporto? Il gruppo consiliare sottolinea inoltre come la scelta del segretario rientri nelle prerogative del sindaco e sostiene che proprio per questo debba essere il primo cittadino a spiegare fino in fondo le ragioni del cambio di posizione. Nel dibattito è entrato anche un secondo elemento: i controlli successivi di regolarità amministrativa effettuati a campione sugli atti comunali. Secondo i dati riportati dall’opposizione, sarebbero stati controllati 15 atti, pari a un campione del 10 per cento: nove sarebbero risultati regolari ma accompagnati da osservazioni e raccomandazioni, mentre sei, pari al 40 per cento del campione, avrebbero presentato irregolarità. Su questo punto Palumbi avrebbe chiarito in Consiglio che i rilievi non hanno determinato segnalazioni alle autorità competenti, trattandosi prevalentemente di criticità amministrative e formali sulle quali gli uffici possono intervenire. Le problematiche riscontrate riguarderebbero soprattutto atti relativi alla ricostruzione pubblica, alle manutenzioni e ai servizi scolastici. Sarebbe stato inoltre predisposto un percorso di verifica successiva con scadenze assegnate ai responsabili delle aree interessate. L’opposizione evita di stabilire un collegamento diretto tra questi controlli e la decisione sul segretario, ma chiede che venga fatta chiarezza anche su questo aspetto.
«Con l’approvazione della delibera, intanto, non viene nominato alcun nuovo segretario. Lo scioglimento della convenzione diventerà operativo secondo le determinazioni della Prefettura dell’Aquila e dell’Albo dei Segretari comunali e provinciali. Castelli dovrebbe quindi diventare una sede singola di segreteria di classe IV - dice Schiappa - la partita, dunque, non è ancora conclusa. Ora bisognerà definire il nuovo assetto della Segreteria comunale. Sul piano politico, invece, resta soprattutto quella distanza di appena nove giorni tra due decisioni completamente differenti. Ed è proprio su cosa sia accaduto tra il 18 e il 27 agosto che vogliamo spiegazioni».