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La vicenda del "caso camorra" scatenato dall'articolo della Gazzetta dello Sport, che ha ripreso e amplificato le dichiarazioni rese dal nuovo AD (o quasi) della Teramo Calcio, Nicola Di Matteo, ad una piccola emittente locale, sta assumendo toni farseschi. Davanti all'apertura di un'azione da parte della Procura Federale, la Teramo Calcio tenta una presa di distanza tardiva e per certi versi paradossale. La società di Campitelli, infatti, spiega in una nota ufficiale (su carta intestata) che Di Matteo quando parlava non lo faceva da Ad e socio della Teramo calcio, visto che non lo è ancora. Perché è tardivo e farsesco? Perché due giorni fa, la stessa Teramo Calcio, con la stessa carta intestata, offriva una risposta di Di Matteo che si firmava amministratore delegato della Teramo Calcio. Eppure, stando alla nota di oggi, non lo era nemmeno quando firmava quella nota.

questo il comunicato di oggi

La società S.s. Teramo Calcio S.r.l. intende fornire alcune importanti precisazioni, in relazione alle recenti notizie apparse sulla stampa, locale e nazionale, anche a riguardo delle dichiarazioni rese nel corso della conferenza stampa del 10/1/19 dal Sig. Nicola Di Matteo.
Va, in primo luogo, evidenziato che l'attività societaria è regolamentata dalla Legge n. 231/01, dettata in tema di responsabilità degli Enti, e che riguarda i principi generali per l'osservanza delle norme sulla trasparenza, sia penale che amministrativa.
La Società, inoltre, ha adottato un Codice Etico interno che impone il rispetto delle norme civili, penali, amministative, sportive e morali.
Secondo il predetto Codice Etico, peraltro pubblicato sul portale ufficiale della Teramo Calcio, la Società promuove ed attua nell’ambito della propria struttura operativa e nello svolgimento della propria attività, la sensibilità verso l’etica nei comportamenti e nell’attività lavorativa, considerando la correttezza nelle relazioni interne ed esterne, criterio fondamentale al quale uniformare ogni azione.
La Società, pertanto, agisce in linea con le norme di cui alla Legge 231/01 e del Codice Etico, come sino ad oggi avvenuto, per cui, per ogni iniziativa, è necessaria l’osservanza e l’applicazione da parte di ogni collaboratore che operi per conto di essa, delle predette norme, tra le quali l'assenza di precedenti penali e l’inesistenza di procedure pregiudizievoli.
Il Codice Etico è, dunque, un insieme di principi e linee guida che sono concepite per ispirare le attività della Società ed orientare il comportamento, non solo dei suoi dipendenti, ma anche di tutti coloro con i quali la Società entra in contatto nel corso della sua attività, con l’obiettivo di far sì che, ad efficienza ed affidabilità, si accompagni anche una condotta etica.
A tutt'oggi, il Sig. Nicola Di Matteo, che non si trova in condizioni di incompatibilità con le norme di cui alla Legge 231/01, nè con il Codice Etico, non ricopre ancora formalmente la carica di A.D., in quanto sono ancora in corso le normali procedure per il completamento dell'iter necessario all'assunzione della qualità di socio prima e di A.D. dopo.
Tanto premesso, la Società intende precisare che ha agito sempre con la massima legalità e trasparenza, anche sotto il profilo contabile ed amministrativo, cosa che intende fare, parimenti, per il futuro.
La Società, pertanto, esprime la propria condanna ed il proprio netto dissenso rispetto a qualsiasi forma di connivenza o compartecipazione ad attività di stampo mafioso e/o camorristico, avendo sempre respinto sdegnosamente tali condotte malavitose a cui si sente profondamente estranea.

 

questoo il comunicato di due giorni fa

notadimatteo

 

 

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