
Corre il novantaduesimo minuto. Il Notaresco è in vantaggio nonostante il Teramo abbia avuto alcune chances per pareggiare. De Negri pennella un bel traversone in area e Njambé pareggia con una sforbiciata da album Panini. Ai rigori è la solita roulette casuale. Tataranni sbaglia, nella serie ad oltranza, e i biancorossi superano il turno.
Veniamo ai punti salienti. In campo si sono affrontate due squadre che hanno connotati completamente diversi. Da una parte il Teramo, ricco di un organico super e che non può che ambire al successo finale. Dall’altro lato della barricata, il Notaresco che, con un budget notevolmente inferiore, ha saputo collocare - intorno al binarioFormiconi-Arrigoni-Infantino – una buona nidiata di ragazzi.
Le amichevoli agostane avevano creato nell’ambiente biancorosso lapiena consapevolezza della propria forza. Nessuno di noi, chiaramente, aveva mai pensato che sarebbe stata una passeggiata contro la compagine di Mazzocchetti. Certamente, non offendiamo alcuno se diciamo che ci saremmo aspettati qualcosa di più. Da questo Teramo, ci aspettiamo di più, non per altro, ma semplicemente perché ci auguriamo che gli enormi sforzi della società vengano ripagati. Né più e né meno di quanto dica il valore elevato dell’organico a disposizione di Pomante. Un organico dal valore assoluto, costruito – come nella scorsa stagione – per vincere il campionato.
La serie D, però, è un campionato pieno di insidie. Alcune anche inattese. Ieri, ad esempio, il Notaresco ha marcato la prima segnatura grazie ad eurogol della mezzala Di Sabatino, un ragazzo di Teramo, ex giovanili dell’Ascoli calcio, poi Pineto e Senigallia, un calciatore che la sua città ancora non ha imparato ad apprezzare.
Un’idea di fondo la vogliamo esprimere. A certi livelli calcistici, cioè in serie D, il tatticismo parossistico può svolgere una funzione per le formazioni meno attrezzate, quelle con minori qualità, quelle che devono distruggere più che costruire. Per le formazioni che schierano calciatori di rango superiore è obbligatorio giocare per vincere. Il calcio è questione di equilibri se in campo schieri calciatori scarsi o comunque tendenti alla decostruzione. Se in campo puoi schierare atleti obiettivamente più forti degli avversari, allora devi utilizzare le loro migliori doti, che certo non consistono nei movimenti controllati e nella terribile e volgare locuzione “fase di non possesso”, quella che indica la più corretta ed ortodossa fase difensiva. Nel caso di specie, il Teramo – in questa stagione – può schierare gente che offende e tanto (Carpani, Pavone, Njambé, Diakite, Pierfederici). Difficile non immaginare una formazione a trazione offensiva, difficile non immaginare una formazione che produca tanto e rischi qualcosa, evidentemente.
Se fosse stata una gara di campionato, il Teramo avrebbe rimediato un punto, in casa. Il Notaresco ci è sembrata la squadra di sempre. Semplice, attenta, pronta a sfruttare ogni minimo errore. Una formazione di categoria, con alcuni giocatori il cui sole non tramonta.
Sulla costa, si è consumata l’eliminazione del Giulianova per mano dell’Aquila. La formazione di Andreucci è una squadra molto omogenea. Lo scorso anno, L’Aquila era attrezzatissima in avanti, mentre appariva meno dotata negli altri reparti. Quest’anno, la società ha lavorato chirurgicamente, senza esagerare, ma costruendo comunque una formazione simmetrica. In riva all’Adriatico, gli aquilani hanno meritato il successo nonostante avessero dinanzi un Giulianova ben attrezzato per la categoria. Per la vittoria del campionato, sarà un duello tra Teramo e L’Aquila? Elementare, Watson.
Nella coppa Italia di Eccellenza, il Mosciano ribalta il risultato dell’andata, contro un Montorio che non ha affatto sfigurato. Anzi, i giallorossi hanno faticato non poco per ribaltare lo svantaggio della gara di andata. La Torrese, che riteniamo la formazione teramana più equilibrata, ha eliminato facilmente il Chieti.
GIGIRRIVA

