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popolofamiIn risposta alla rubrica satirica di Certa Stampa, fulgido esempio di pensiero unico imperante, che il 25 aprile l’ha ritratta nei panni di Santa Rita, 
la candidata Sindaco del Popolo della Famiglia risponde così:

“La congregazione delle cause dei santi per la canonizzazione di Simona lupi, sentitamente ringrazia per la puntualità delle informazioni da voi riportate e apporta nuove penitenze a suffragio della causa. Per tutti i genitori, single e non, non prevediamo punizioni aggiuntive, riteniamo già abbastanza flagello di Dio dover mantenere, educare, far crescere in salute i figli, pensare al loro avvenire lavorativo ed evitare che vengano uccisi per il loro best interest dalle istituzioni in caso di malattia. Quindii, lasciamo ai fedeli la scelta di continuare a figliare e a martirizzarsi da soli, 
o godersi indisturbati le meraviglie della nostra Teramo. Purtroppo la deportazione dei divorziati a Bellante è stata sospesa in quanto 
il comitato di Bellante ci ha apostrofato con un: e proprio a noi li volete rifilare tutti ‘sti scoppiati? Inoltre informiamo di altra causa di beatificazione in atto, in quanto Simona lupi (pochi lo sanno) fu ripudiata dal marito quando era ancora nel fiore degli anni, e da quel momento mai più risposata. Quindi la canonizzanda ben conosce bene le sofferenze patite dai divorziati, li assolve, e spera ce ne siano sempre meno. Il programma prevedeva anche l'Assessorato allo Sballo, ma la canonizzanda, da laureata in economia e commercio, considerando la scarsità delle risorse del nostro comune ha valutato di acquistare, in alternativa ad hashish, paste, e spinelli, delle più economiche ostie da sacrestia. Siamo felici invece di confermare la fustigazione di massa per i bugiardi di professione in Piazza Martiri, al termine della messa domenicale.

P.S. La prossima volta, vestitemi con l’abito delle Orsoline: fa più pendant con il mio incarnato.”

In fede,
Simona Lupi

 

Beatissima candidata,

come vede, pur essendo profeti del pensiero unico imperante (come lei ci giudica col suo anatema), abbiamo pubblicato la sua lettera. E la ringraziamo, per il garbo e l’ironia, che sono sempre piacevoli esercizi della mente. Meno piacevole sarà, non per noi certo, ma per i suoi elettori, scoprire che lei abbia confuso le vesti carmelitane di Santa Teresa d’Avila con quelle agostiniane di Santa Rita. Dio non voglia che questo errore le procuri una perdita di voti. Voglia gradire i nostri saluti e ci consenta una domanda: anche i suoi candidati potranno stampare ii “santini” o rischieranno la scomunica?

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