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FOTO/ IL MINISTRO ORLANDO CANDIDATO ALLA SEGRETERIA NAZIONALE: «SOLO L’UNIONE E I PICCOLI COMUNI POTRANNO SALVARE IL PD»

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sala piena a Palazzo Saliceti, a Ripattoni di Bellante stasera per la visita del candidato alla segreteria nazionale del Pd, del Ministro Andrea Orlando. Visita iniziata nel pomeriggio a L’Aquila. Ad accoglierlo c’era tanti esponenti provinciali del Pd e tra loro il Presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e il Sindaco di Bellante Giovanni Melchiorre.

Orlando ha parlato dei grandi temi nazionali che abbracciano comunque anche le piccole realtà territoriali come Bellante.

«Qualche volta si dimentica che ci sono 10 milioni di italiani che vivono nelle aree interne e che giorno dopo giorno hanno visto peggiorare le loro condizioni di vita perchè non c’è più chi difende il territorio e chi puo’, se ne va e chi rimane è sempre più in difficoltà.

Il nostro è un paese che non è più in grado di fare i conti, di andare avanti, un paese che diventa sempre più povero». Orlando ha poi proseguito dicendo che:  «Io andrà in giro anche in queste realtà perchè è così che si deve fare se si vuole andare avanti e se si vuole tenere conto dei risultati del referendum, quel voto che è stato la disperazione manifestata dal paese dove 70 giovani su 100 hanno votato “no” in quella occasione. Gli italiani lo sanno che non va per nulla tutto bene. Abbiamo fatto anche tante cose buone ma non possiamo far finta che non c’è sofferenza, paura e che è la condizione di chi non ce la fa o di chi pensa che non ce la farà più ad andare avanti. Oggi il ceto medio ha una percezione diversa da quella di anni fa, c’è paura e per loro bisogna trovare una via d’uscita. Noi dobbiamo avere il coraggio di dire la verità: che il nostro paese è bellissimo ma che c’è una crisi pesante che lo ha ferito gravemente. Ci sono disuguaglianze che rendono le distanze tra le persone sempre più grandi a causa dei solchi aperti nella società italiana ed il compito del Pd era quello di eliminare queste disuguaglianze che portava avanti prima la destra».

Poi Orando spiega: «Mi sono messo in campo per dare un messaggio diverso, per parlare agli anziani, alle donne, agli uomini, ai giovani per dare delle risposte al dolore che vive il paese e voglio candidarmi perchè voglio che si parli di programmi e di proposte e non solo della forza dei leader. Voglio provare ad unire e ad ascoltare, perchè l’unità è il frutto dell’ascolto e l’unità è la condizione reale anche per ridare un senso al partito. La scissione è segno di malessere profondo e le divisioni che dovevano essere ricucite dal Pd sono diventate ora le nostre divisioni. Si va a casa tra poco con le stesse idee con le quali siamo arrivati. Non pio’ essere il tutto una semplice contabilità. Non bisogna delegittimare le persone. Siamo in una fase di bolla e il nostro partito è diventato un insieme di bolle, tipo facebook dove ci sono persone che la pensano tutte allo stesso modo. Io dico basta perchè non mi diverto più. Non puo’ essere che c’è un ragionamento tipo: tu sei maggioranza o minoranza, così non funzionano neppure i consigli di amministrazione. La destra prende come faro il presidente della federazione russa, è questa la destra che è in casa nostra e che rischia di affermarsi anche in Francia. E per vincere questa sfida bisogna viaggiare insieme. Bisogna costruire una nuova classe dirigente e far crescere un’altra classe politica. E’ il gattopardismo che ha caratterizzato la storia del nostro paese. Pio La Torre, un giovane che nel 1944 si iscrisse ad un grande partito di massa che è diventato prima un esponente sindacale, poi parlamentare, poi legislatore. Oggi se un giovane si avvicina al Pd la prima cosa che gli chiedono è a quale corrente vuoi aderire?. La possibilità di unire c’è anche perchè c’è un grande messaggio da dare, quello della uguaglianza sociale e fare in modo che uno che nasce in un piccolo comune ha le stesse possibilità di un grande comune».

Poi un passaggio anche sul tema della disoccupazione. «Che se ne fa un giovane della diminuzione della pressione fiscale se un lavoro non lo trova. Un lavoro va dato altrimenti avremo milioni di persone che non hanno nulla e che continueranno a vivere in un malessere generale».

Quindi l’invito di Orlando: «Per far esistere nel futuro il Pd vi chiedo una mano perchè da questa sfida in corso nel partito c’è il  rischio che ci rimanga ben poco».

 

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