Attualità

VENDUTA L’INDUSTRIALESUD AD UN GRUPPO DELLA BRIANZA, UNA OPERAZIONE DA OLTRE 350 MILIONI DI EURO

Giornata di “vendite” quella di ieri nel teramano. Quasi in contemporanea con la vendita del centro commerciale Gran Sasso si è appreso anche della vendita dell’ Industrialesud, gruppo che ha la sede centrale nella zona industriale di Sant’Atto e che produce interni per auto per tutte le migliori marche. L’azienda è stata acquistata dall’Imr Automotive di Carate Brianza. E’ avvenuta una fusione di due realtà industriali molto simili che hanno dato vita a un colosso nella produzione di rivestimenti interni per automobili. «Il nuovo gruppo», si legge in un annuncio che appare sui siti web di entrambe le aziende, «vanta un giro d’affari di oltre 350 milioni di euro e 2.500 collaboratori tra Italia, Germania, Polonia e Spagna, combinando il portafoglio prodotti delle due realtà e si pone come fornitore di soluzioni di primo livello sia per esterni che per interni auto e truck. L’acquisizione rafforza inoltre il footprint di entrambe le realtà e rafforza la struttura organizzativa, in grado così di rispondere alle esigenze di crescente qualità e affidabilità richieste dal mercato. Imr Automotive e Industrialesud condividono la competenza e lo spirito imprenditoriale, l’impegno continuo rivolto allo sviluppo di tecnologie avanzate, la ricerca di un elevato livello estetico e la massima affidabilità del prodotto nel tempo».  L’imprenditore rosetano Giuseppe Di Sante ha ceduto le quote che deteneva insieme ai familiari all’azienda brianzola mantenendo una piccola quota di minoranza. La sede centrale di Sant’Atto venne inaugurata nel 1991. Da allora l’elenco dei committenti è andato via via crescendo: dalla Opel alla Bmw, Volkswagen e Mercedes negli anni Novanta, alla Renault, alla Peugeot, Fiat, Lancia, Citroen, Volvo, Audi e Suzuki nel primo decennio del Duemila, per arrivare, più recentemente, alla Cnh, Jeep e Aston Martin. Contemporaneamente sono stati aperti stabilimenti e sedi in Italia e all’estero: il primo in Polonia nel 2004, l’ultimo nel 2015 a Cassino.

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