Attualità

EMERGENZA CALDO/ LA TEMPERATURA HA RAGGIUNTO QUOTA 40 GRADI, IN VIBRATA E’ ALLARME SICCITA’, PROBLEMI ANCHE PER L’AGRICOLTURA

Chi ha potuto ha cercato refrigerio al mare. Ma non sempre chi si è rifugiato sulle spiagge è riuscito ad evitare l’afa, che ieri ha attanagliato gran parte dell’Italia, con temperature da capogiro, non solo nelle città. Complice l’elevata umidità, il caldo avvertito è stato largamente superiore ai gradi segnati dal termometro, con 10-12 tacche in più rispetto alle cifre reali. E i numeri sono stati da record: come a Ferrara, dove la temperatura percepita ha raggiunto all’ora di pranzo i 49 gradi, a fronte degli effettivi 37. Gli effetti dell’ondata di calore si stanno facendo sentire. Ad Ancona e Perugia, altre due città da bollino rosso, gli ospedali hanno registrato un aumento degli accessi al Pronto soccorso sino al 10%. Nella maggioranza di casi si è trattato di anziani, le cui condizioni si sono aggravate proprio in conseguenza delle temperature troppo elevate. L’alta pressione di matrice africana ha però le ore contate, per lo meno sul Nord e parte del Centro. La Protezione civile ha diramato un allerta per l’arrivo di una perturbazione atlantica che porterà temporali di forte intensità, accompagnati in alcuni casi da grandinate e forti raffiche di vento. Saranno dapprima interessate Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. E a partire da oggi anche le zone interne della Toscana e dell’Umbria. Soprattutto al Nord ci sarà un deciso calo termico; più lieve invece al Centro, mentre al Sud ci sarà un’ulteriore accentuazione del caldo con possibili picchi delle temperature intorno ai 40 gradi. Intanto si continua fare i conti con la siccità. Nella Marche l’emergenza idrica si va estendendo alla provincia di Teramo, e in particolare lungo la costa e in Val Vibrata. Molti sindaci stanno già predisponendo ordinanze di divieto assoluto di uso dell’acqua per consumi che non siano strettamente potabili. A Roma si valuta si valuta la possibilità di chiudere o ridurre il flusso d’acqua dei “nasoni”, le fontanelle storiche della capitale. A rischio è anche la produzione agricola. L’allarme siccità riguarda ormai due terzi della superficie coltivata, interessando praticamente tutte le regioni italiane, fa sapere la Coldiretti, che avverte: «la situazione si sta aggravando con effetti catastrofici per la produzione con perdite ben superiori al miliardo stimato, se non pioverà nell’arco delle prossime due settimane, in modo costante e non violento». Intanto il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli attacca il ministro dell’Ambiente Galletti: è «assolutamente inadeguato perché, oltre a non fare il suo dovere nel difendere l’ambiente, pur sapendo da tempo che sarebbe arrivata l’ondata di calore che in queste ore sta drammaticamente attanagliando tanti italiani, non ha messo al lavoro i suoi tecnici per elaborare piani preventivi».

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