Viaggi Vagabondi

VIAGGI VAGABONDI 3 – SULLE RIVE DEL GIORDANO

di ROBERTO CENTORAME

Arriviamo ad Amman, capitale della Giordania, nel cuore della notte. 

La città ci accoglie silenziosa; nell’aria un profumo mediorientale avvolge stradine desolate e cariche di fascino. 

Girando il mondo ho scoperto che ogni luogo ha un suo, particolare, odore.

Mi fermo a respirare l’aria di questa città millenaria, che dal 600 Avanti Cristo ha visto arrivare Ammuniti, Greci, Romani, Bizantini, Islamici ed ognuno ha lasciato tracce nella cultura di questo popolo ricco di storia.

Gesù fu battezzato qui, nel fiume Giordano.

Qui riposano le spoglie di Mose’. Secondo le sacre scritture, mentre conduceva il popolo eletto dall’Egitto alla Terra Promessa, chiese l’aiuto di Dio per dare acqua al popolo assetato. Il Signore gli disse di colpire una determinata roccia col bastone. 

Mose’ batte’ una prima volta, titubante.

Niente! 

Colpi’ una seconda volta e il miracolo dell’acqua fu!

Ma l’iniziale titubanza di Mose’ provoco’ l’ira di Dio che gli disse “andrai sul monte Nebo: guarderai la Terra Promessa, ma non entrerai”.

Il monte Nebo sarà una delle tappe di questo viaggio che ci porterà fino al Tesoro dell’antica Petra, che raggiungeremo dopo un tuffo nelle meraviglie del Mar Morto, il luogo più basso di tutta la terra; proseguiremo nel deserto di Wadi Rum, sulle tracce di Lawrence D’Arabia, dove saremmo ospiti di alcuni beduini.

Oggi la Giordania è governata da una monarchia ereditaria ashmita: gli ashmiti sono discendenti diretti del Profeta Maometto. Re Abdullah II è molto amato dal suo popolo ed altrettanto amata è la sua dolce metà, che in Occidente è conosciuta forse più del consorte Reale: la bellissima Regina Ranya.

A guidarci in questo straordinario viaggio sarà un affascinante e simpatico giordano: Shaher.

Ha imparato l’italiano a Napoli ed ha una cadenza partenopea che fa subito simpatia. Ci ha raccontato che dopo alcuni mesi che era a Napoli, disse alla sua insegnante:

“io qui in classe capisco quasi tutto ma fuori parlano un’altra lingua”.

E la professoressa: “hai detto bene! Il napoletano è una lingua. Qua devi imparare la lingua per dialogare, la fuori devi imparare la lingua per campare”.

E allora Shaher, sapendo che il miglior modo per imparare la lingua è praticarla, iniziò a “praticare” con la professoressa: dopo tre settimane di corteggiamento si trasferisce a casa dell’insegnante, anche perché era ospite da amici e doveva trovarsi un alloggio.

E dopo questo aneddoto capisco che Shaer è giordano… ma anche un po’ napoletano; anzi, come dice lui: “so beduino napoletano”.

E così, con questa straordinaria guida beduino-napoletana, che ha vissuto una straordinaria vita vagabonda e m’ha detto nel suo napoletano mediorientale “guaglio’ consuma a vita primma che ti consumi”, inizia questo viaggio in Giordania. 

Prima tappa Amman e Mar Morto.

Il viaggio continua…

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