Attualità

ACQUA DEL GRAN SASSO/ SIGLATO UN PROTOCOLLO CON GLI ENTI CHE REGOLA LE ATTIVITA’ PERICOLOSO NEI LABORATORI E NEL TRAFORO

Un importante passo avanti verso la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso. Così il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli ha definito la firma di ieri pomeriggio all’Aquila, del protocollo  “per la gestione delle fasi di comunicazione, autorizzazione e allerta” da seguire per prevenire altri casi di emergenza. Il protocollo è necessario per evitare situazioni di allarme come quella scattata nel pomeriggio del 9 maggio quando il Sian (servizio di igiene degli alimenti) decretò la non potabilità dell’acqua nel Teramano, salvo, dopo appena 12 ore, dare il contrordine e annunciare che l’acqua era tornata potabile. Il documento firmato ieri da una serie di enti – Infn, Strada dei Parchi, Ruzzo, Gran Sasso Acqua, Ersi, Asl, Arta, Regione ed Ente Parco – sostanzialmente regola le attività potenzialmente pericolose per la qualità dell’acqua all’interno dei Laboratori di fisica nucleare e nel Traforo. Se l’Infn o Strada dei Parchi devono fare dei lavori che possono avere ripercussioni sull’acqua – ad esempio, come accaduto, lavori di verniciatura – devono avvertire almeno 40 giorni prima la Asl, i due acquedotti, l’Arta di Teramo e L’Aquila, presentando anche una relazione tecnica con l’elenco dei materiali usati. Il protocollo sarà presentato ufficialmente mercoledì alla stampa e pubblicato sul sito della Regione. «E’ un passo importantissimo nella strategia complessa che stiamo portando avanti il cui obiettivo finale è la totale impossibilità di qualunque interferenza nelle captazioni», spiega Lolli, «sappiamo che per raggiungere questo obiettivo c’è bisogno di tempo, di denaro e progetti, che pure si stanno facendo. Il protocollo è utilissimo, decisivo per regolamentare tutto ciò che avverrà da adesso a quando separeremo le diverse realtà. Credo che confermi la giustezza del metodo che stiamo seguendo: discutere con tutti i protagonisti nel modo più trasparente possibile». Proceduralizzando le singole competenze si evita quel che è accaduto in provincia di Teramo nell’emergenza di maggio: tutti hanno fatto il loro dovere ma poi la somma è diventata un gran pasticcio. La cosa più importante è il fatto che si accorcia il tempo, con un’ulteriore strumentazione che aiuta a intervenire in tempi più rapidi.

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