Attualità

TERAMO/ POMANTE: «CHE FINE HA FATTO IL MOSAICO DEL LEONE?»

«Questa Amministrazione non finisce mai di stupirci (in negativo, ovviamente). Sono stati necessari ripetuti e feroci attacchi per ottenere la riapertura parziale e a singhiozzo degli scavi e reiterate contestazioni per l’assenza di iniziative per avere una passeggiata archeologica aperta a tutti, alla scoperta del patrimonio storico ed artistico della nostra città». Lo scrive in una nota il consigliere arancione Gianluca Pomante che prosegue:

 
«Ora che finalmente una preparatissima e simpatica archeologa, bontà sua, ci ha guidati alla scoperta dei tesori cittadini dell’epoca romana (il 24 si replica, sempre con partenza dal Teatro Romano), affascinandoci anche con curiosità comunque collegate ai reperti e ai siti visitati, ci troviamo a scoprire un’altra verità, fatta di degrado, incuria, incapacità e, probabilmente, anche semplice noncuranza. 
 
Avremmo visitato con immenso piacere il Mosaico del Leone, ma il portone che dovrebbe consentire l’accesso è inesorabilmente e perennemente chiuso (sembra non sia stata rinnovata la convenzione con il proprietario dello stabile). La lastra di vetro sovrastante i locali in cui è conservato è sporca e perennemente oscurata da gocce di umidità. La sala del Mosaico, anni fa, soffriva di infiltrazioni che avevano già iniziato a danneggiarlo. Sarebbero stati necessari interventi di bonifica e climatizzazione dei quali, tuttavia, nessuno ha notizia. 
 

Le condizioni della Domus Romana gridano vendetta: le infiltrazioni hanno intaccato i pavimenti (foto 1) e l’impianto multimediale – con la ricostruzione tridimensionale realizzata anni fa dal CNR) è inutilizzabile. Diverse lastre di vetro sono state danneggiate e mai sostituite. Poche migliaia di euro ci separano dalla piena fruibilità del sito.

 
Non va meglio negli scavi di Porta Reale – Largo della Madonna delle Grazie. Sorvolando sui rifiuti che i soliti idioti gettano all’interno della recinzione, si rilevano diverse infiltrazioni dalla copertura (danneggiata in più punti) che determinano l’insorgenza di muschio sui pavimenti (foto 2), manufatti di pregio che hanno superato le invasioni barbariche ma che, probabilmente, non sopravviveranno all’incuria dei barbari dell’era moderna. Anche qui, manca la manutenzione ordinaria, poche centinaia di euro per la sostituzione di alcune gronde (foto 3) e l’impermeabilizzazione di alcune lastre di copertura.
 
In che condizioni è attualmente il Mosaico del Leone? Sono stati realizzati i lavori necessari per la sua conservazione? E perchè non è possibile visitarlo? Se risultasse danneggiato o, peggio (non voglio neanche pensarlo) ormai perduto, sarebbe l’ennesima conferma della dannosità di questa Amministrazione.
 
Sarebbe questa la Teramo che il Sindaco Brucchi vorrebbe candidare a capitale della cultura 2020? In attesa di avere notizie dello stato di salute del Mosaico del Leone, un rilievo che rasenta la comicità: l’unica guida – fotocopiata – per i visitatori della Domus Romana di Piazza S. Anna reca ancora la firma di Angelo Sperandio. Il turista potrebbe pensare che sia stato l’ultimo Sindaco di Teramo. E noi anche», conclude Pomante. 

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