Attualità

SCOMPARSA DELLA PITTRICE/ PRENDE SEMPRE PIU’ CORPO L’IPOTESI DELL’AVVELENAMENTO A GIULIANOVA

Per gli inquirenti che indagano sul presunto omicidio della pittrice Renata Rapposelli, l’ipotesi è che Simone e il padre Giuseppe abbiano avvelenato la donna il giorno stesso della visita a Giulianova, poi l’abbiano avvolta in coperte o lenzuola e trasportata a Tolentino.

Questo, almeno, è quanto si legge nei decreti di perquisizione e sequestro. E’ quanto scrive il Resto del Carlino.

Una triste fine, quella ipotizzata dal pm Andrea Laurino, per la 64enne di Ancona, che stando all’avvocato Carmela Augello, sua legale per ottenere l’assegno di mantenimento, aveva da poco ritrovato un po’ di serenità. «Renata ne aveva passate tante – dice – ma da circa un anno aveva ottenuto quella casa dal Comune e adesso aveva la prospettiva di una pensione». L’avvocato Augello ha visto Renata Rapposelli l’ultima volta il 10 settembre. «Trovare un alloggio non è stato facile – racconta – Prima di trasferirsi in via della Pescheria Renata per circa due mesi era stata ospite delle suore, poi trasferita per quattro mesi a Torrette, in un appartamento in condivisione con una famiglia musulmana: proprio la religione era stata motivo di divisioni con Renata, fervente cattolica», evidenzia il quotidiano.

Dopo tanto peregrinare, finalmente la sistemazione in via della Pescheria, senza termine di scadenza. La 64enne non aveva più il cruccio di una sistemazione, ma con l’assegno di mantenimento di 200 euro non riusciva comunque a pagare le utenze. Potrebbe aver dunque preso in considerazione la proposta, riferita a Rai 3 da Simone Santoleri, di tornare a vivere sotto lo stesso tetto con il figlio e l’ex marito, avanzata proprio da Giuseppe. «Con i familiari – riferisce l’avvocato Augello – i rapporti non erano compromessi. Si sentivano regolarmente e, anche se non si frequentavano, il suo pensiero era sempre rivolto ai figli. Con la figlia, in particolare, il legame era stato riallacciato circa un anno fa e anche questo la rendeva felice». Quando è stata denunciata la scomparsa di Renata, «ho pensato che fosse inspiegabile. La speranza che fosse ancora viva era davvero flebile perché non avrebbe avuto motivo di sparire. Mai però avrei pensato che fosse finita così».

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