Attualità

IL VENERDì NERO DEL COMMERCIO TERAMANO

Black friday significa venerdì nero. Ed è una cosa brutta, perché rievoca giornate infauste nella storia economica mondiale. Gli americani, che sono specializzati nell’esorcizzare i loro incubi collettivi, ne hanno fatto una manifestazione positiva. Il Black Friday è infatti, nel campo del commercio, una giornata di particolari sconti. Che in Italia non ha senso. Perché in America si sceglie un venerdì, sempre e soltanto in virtù del fatto che segue il Giorno del ringraziamento, che è una delle feste più sentite dagli americani e che cade il quarto giovedì di novembre. Quindi, questo “venerdì di sconti” è il corollario di una festa…che in Italia non esiste. Ma siccome ci siamo bevuti Halloween, prima o poi ci toccava anche il Black friday. E tanto è stato. Giornata di sconti, dunque, e passi, visto che il commercio soffre e ha bisogno di aiuti. Ma perché quegli aiuti arrivino, è necessario che si verifichino due condizioni: 1) che la gente lo sappia, 2) che tutti partecipino. E qui, il venerdì del commercio teramano si fa davvero nero. Nel senso della notte.

  1. “Che la gente lo sappia”

L’aver notato quanto la comunicazione dell’evento si sia concentrata sui quotidiani cartacei, in un momento in cui la stampa quotidiana conosce la più profonda crisi della sua storia (in termini di vendite), significa davvero non aver compreso quali siano oggi gli strumenti dell’informazione. Preferire un giornale che vende meno di 1000 copie a siti (e citiamo il nostro per dare un dato certo) che vantano 40mila visualizzazioni medie giornaliere, è come pensare di svuotare il mare con un secchiello. Nicolas Negroponte, uno dei guru della società digitale, dice che chi volesse promuovere un evento o un prodotto dovrebbe ripartire così l’investimento:

  • SITI WEB 55%
  • TELEVISIONE 25%
  • RADIO 10%
  • MANIFESTI 5%
  • GIORNALI CARTACEI 5%

Chissà che penserebbe Negroponte della comunicazione del Black Friday teramano, ma questo è il problema minore, il maggiore lo leggerete adesso;

 

2. “Che tutti partecipino”

Lasciamo al post facebook di Monica Carota, titolare di Malindi”, la spiegazione del senso vero del Black Friday teramano, «In quanto commerciante del centro storico mi dissocio completamente da questa locandina ingannevole. In primis perché viene citato il centro storico e più del 70% non partecipa, secondo perché la percentuale di sconto é ingannevole. Terzo e in ordine più importante perché é irrispettoso e non onesto nei confronti di tutte quelle persone che hanno acquistato anche un mese fa. Il Black Friday ha una origine diversa e una finalità diversa. Lo avete trasformato in un saldo a metà stagione».

 

Il venerdì nero si avvicina..

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