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ISERPENTEMELAIntuisco, nella garbata risposta del consigliere Pilotti, e in quel suo volermi mettere in guardia dai consigli malevoli di Eva e del Serpente, quanto egli (si noti la delicatezza di questo pronome) senta dj vivere nell’orizzonte confortevole del Paradiso Terrestre. Si tenga forte, consigliere, sto per darLe una notizia che la sconvolgerà: Teramo non è il paradiso terrestre. Certo, non è neanche l’Inferno, ma mi creda: del Purgatorio ha spesso tutte le caratteristiche. E considero, infatti, involontariamente autopurgatorio - mi consenta - il suo rammentarmi il passaggio consiliare della sua proposta, perché Ella (oggi pronomi a iosa) avrebbe dovuto intuire già all’epoca, nelle manifestazioni di entusiasmo delle assise (si noti il plurale, sconosciuto ai più), quanto quella proposta avesse dignità di vita. Non solo, non mi sfugge neanche il fatto che quella stessa proposta sia finita, credo con identica accoglienza festosa, nel ricco carnet delle idee inviate dal Comune alla Fondazione Tercas, nella speranza di un finanziamento che, ne sono convinto, meriterebbe e meriterà altro destino. Mi spiace, invece, leggere il riferimento al Palladium, che ho anche avuto la ventura di frequentare negli anni delle mie estati romane, perché il Palladium sta all’ex Apollo, quanto le scrippelle ‘mbusse stanno alla Sacher. Quello, infatti, è un teatro, l’ex Apollo è un condominio uso uffici. Quello è dell’università di Roma, il Nostro… nostro non è, e dovremmo comprarlo. Quello deve essere ristrutturato, il Nostro (ut supra) è già stato ristrutturato e riconvertito dal proprietario. Però, vista la di Lei premura per il teatro capitolino, la invito a farne spunto per la progettazione di un teatro vero a Teramo. Accantoni l’idea bislacca, non confonda scrippelle e Sacher. Come dice? Che c’entra la Sacher? Continuiamo così, facciamoci del male…


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