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OMBRELLIGIGLIEUna bella idea, se la copi male, diventa una pessima idea. Evidentemente e drammaticamente (perdonatemi l’overdose di avverbi) a corto di spunti di originalità, l’amministrazione guidata di Jwan Costantini, nel dichiarato tentativo di fare di Giulianova una “piccola Posillipo” (l’ha detto lui, giuro!) ha copiato l’idea - usata e abusata - degli ombrelli in cielo. Che però, è una ricetta che funziona… o meglio: funziona se hai due ingredienti: un bel cielo e tanti ombrelli. Sul bel cielo, niella da dire, quello non dipende dal Sindaco e quello c’è… sugli ombrelli, invece, c’è da dire. E tanto. Anzi: e poco, visto che il numero di ombrelli appesi è davvero inadeguato alla bisogna e danno, alla fine, un’immagine di inaudita tristezza. Più che un’iniziativa turistica, sembra un’ombrelleria da mercato settimanale. Eppure, l’avevano annunciata come una bella idea, come uno spunto per il rilancio turistico. Non lo è. E’ una cosa triste, che non giova al morale… e non riesco ad immaginare qualcuno che voglia farsi un selfie sotto gli ombrellini distanziati giuliesi. Ce ne vorrebbero almeno il doppio (anzi: il triplo), per fare una cosa piacevole, e soprattutto “sfalsati”, non così ordinati e coperti. Raccontano, che la prima città con gli ombrelli fu ‘Agueda nel 2012 (foto sotto), poi dal 2013 l’idea si è allargata a diverse città in tutto il Mondo, ma sempre con la stessa regola: tanti ombrelli a colorare il cielo. Giulianova non ha seguito l’esempio, non è colorato il cielo ’n coppa a Posillipo…

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