Attualità

TERAMO/ IL COMUNE TOGLIE LA NAVETTA ALLA “MOLINARI”, LE FAMIGLIE DOVRANNO PAGARE L’ABBONAMENTO SUI BUS DI LINEA PER FAR ARRIVARE A SCUOLA I FIGLI

Niente navetta per i ragazzi che frequentano la Molinari a Teramo (San Giuseppe e Savini). Lo rende noto il Comune e l’assessore alla Pubblica Istruzione Caterina Provvisiero che spiega: «Lo scorso anno la Protezione Civile ci aveva promesso i soldi per coprire questa spesa che non sono mai arrivati. Il Comune non ha 80 mila euro (tanto costa la navetta per un anno) e quindi le famiglie che vogliono assicurare la continuità scolastica – spiega la Provvisiero – dovranno pagare l’abbonamento al servizio pubblico e ai bus di linea». Il Comune garantirà con una pattuglia della Municipale fissa davanti alla stazione, dove i mezzi arriveranno, l’attraversamento stradale in sicurezza. Da li poi i ragazzi delle quinte e delle medie potranno raggiungere il plesso in via Aldo Moro a piedi. Nessun problema invece per gli alunni che usufruiscono dello scuolabus del Comune che sarà in funzione regolarmente come sempre.

7 risposte »

  1. Buongiorno, sono una mamma di un alunno iscritto alla Savini, quest’anno in seconda media. Questa mattina, recandomi alla Baltour, ho appreso del mancato servizio navetta tragitto Piazza Garibaldi/Molinari.
    Il problema principale non è dover pagare 26,40 al mese, peraltro già pagati per alcuni mesi lo scorso anno, ma proprio l’assenza della navetta dedicata. Mi spiego: si tratta di ragazzini, alcuni poco più che bambini, che dovranno utilizzare mezzi pubblici, con percorso urbano dove può salire ogni tipo di persona, da SOLI, senza sorveglianza. Forse vogliamo che una delle storiche scuole teramane, con ottimo corpo docente, si svuoti di alunni perché i genitori non si sentono sicuri? Sia i genitori che lo scorso anno sono rimasti, pur subendo un coatto trasferimento per inagibilita’ della storica sede, sia i genitori di nuovi iscritti che hanno voluto dar fiducia alla scuola. Ovviamente soprassedendo alle vulnerabilità sismiche ecc. ecc.

  2. Vorrei far presente che sono diversi anni che i ragazzi che frequentano la Scuola Media “D’Alessandro”, presso Ponte S. Ferdinando, residenti la maggior parte a Colleatterrato Basso e Alto e al Quartiere S. Benedetto prendono l’autobus urbano da soli e non c’è stata mai una rimostranza su questo. Fin quando è esistita la “Renato Molinari”,(io l’ho frequentata negli anni ’70), oggi “Savini”, era normale venire con l’autobus da Colleatterrato e Cartecchio senza per questo dai genitori aver chiesto mai un bus navetta.

    • Lasciando perdere gli anni ’70, perché appartengono ad altra epoca, io mi concentrerei sul resto della sua risposta: i genitori che hanno scelto di iscrivere i figli alla D’Alessandro facendo loro fruire del mezzo pubblico, hanno appunto fatto una scelta…io, cosi come altri genitori, ho seguito un altro ragionamento. Io ho scelto la scuola in centro per motivi logistici e sono stata costretta a cambiare sede; chi ha iscritto i figli per il primo anno, le iscrizioni avvengono verso febbraio, probabilmente ha ragionato tenendo conto un servizio che c’era e che si sono ben guardati dall’ avvisarci che non ci sarebbe stato più. Io l’ho scoperto questa mattina quando sono andata di persona ad informarmi, solo dopo è uscito l’articolo. Sicuramente non succederà nulla a questi ragazzi, ed io sarò tacciata come mamma iper protettiva, ma dovesse accadere chi ne risponderà… Lei?

      • Mi scusi Sig. Valentina, cosa significa che se dovesse accadere qualcosa dovrei risponderne io? Faccio gentilmente presente che a 12,13,14 anni i ragazzi dovrebbero cominciare a familiarizzare con la realtà quotidiana fatta di persone di tutte le età e di diverse estrazioni sociali su un autobus al fine di sentirsi parte di una società e acquisire esperienze personali che lo faranno diventare in seguito più maturo.

  3. Il problema non è la normalità o meno dell’andare a scuola da soli con l’autobus normalità sulla quale vista l’età dei ragazzini – il mio ha 10 anni – si possono avere opinioni diverse. Il problema è avere indotto in erroneo affidamento intere famiglie ovviamente gravitanti nell’area di bacino della ex scuola Savini e dunque al centro città. Famiglie che hanno scelto di seguire la savini anche nella nuova sede piuttosto che scegliere altre scuole in centro tra i vari motivi anche perché rassicurati dall’esistenza di un servizio navetta. Servizio che scopriamo essere stato soppresso a soli tre giorni dalla riapertura. Quando diventa difficile fare scelte diverse o riorganizzarsi. La decisione motivata dall’assenza di soldi (problema superabile offrendo il servizio a pagamento alle famiglie) avrebbe dovuto essere per lo meno e correttamente comunicata qualche settimana fa. Non ora.

  4. Concordo in pieno con Francesca sulla intempestivita’ studiata di una comunicazione del genere a pochi giorni dalla riapertura delle scuole. Quanto alle parole di Valentina, non sono commentabili: perché si commentano da sole. Faccio solo presente che le centinaia se non migliaia di studenti che provengono dalle frazioni o dai Comuni limitrofi iniziano già in prima media a viaggiare in pullman (l’ho fatto anch’io nel lontano’86 pagando l’abbonamento mensile per i successivi 13 anni università compresa) e da lunedì lo farà anche mio figlio di 11 anni. Di che parliamo?

  5. Vi meravigliate ancora del comportamento del Comune?
    Io mi meraviglio di voi!
    Le comunicazioni si danno all’ultimo momento per evitare proteste organizzate.

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