Attualità

E SE I BRIGANTI…CI AIUTASSERO NEL VALORIZZARE IL TURISMO SULLA LAGA?

di GOFFREDO ROTILI

montanaro di Rocca S. Maria e dell’Est dei Monti Della Laga

 

I briganti di Rocca S. Maria sono descritti dai libri:

-Storia Ecclesiastica e civile della Regione più settentrionale del Regno di Napoli di Don Nicolò Palma (3° volume).

-I banditi del Martese di Umberto Adamoli. (visibile via internet)

-Storia di Valle Castellana del parroco Don Felice Lattanzi.

-Marco Sciarra di Elso Simone Serpentini.

-Don  Donato De Donatis  (libro scritto da un ex magistrato del tribunale di Teramo)

-Su un libro diario di un frate francescano di Campli (Archivio di Stato) ci sono descritti molti episodi di brigantaggio.(intorno al 1600-1700).

 I briganti  trovavano tranquillo e vantaggioso rifugio in questa zona, posta a cavallo del confine tra il Regno Delle Due Sicilie e lo Stato Pontificio.

E’ d’obbligo citare “Marco Sciarra” Il Re Della Campagna”, nativo della fraz.ne Castiglione e suo nipote Sante Di Giovanni Giacomo “Santuccio Da Froscia”,nativo della frazione Cesa che, per un lungo periodo del 1550-1700,capeggiarono una fortissima ed impavida orda di briganti.

Le loro gesta sono riportate in molti libri di storia Abruzzese, Marchigiano e Laziale.

Singolare ed interessante è la fonte che li descrive alleati della Serenissima Repubblica di Venezia nella guerra contro i Turchi ed inorgoglisce sapere che non vinti, sfuggirono alla cattura numerosissime volte per andare a concludere le loro battaglie in oriente ed in mare.

Marco Sciarra fu preso dalla nostalgia e tornato sui luoghi natii fu tradito dal suo luogotenente Battistello e quindi ucciso.

Sante di Giovanni Giacomo ,invece non tornò più e da fonti di uno storico marsicano sembra addirittura che Santuccio di Froscia fosse stato insignito di un titolo onorifico dalla Repubblica  Serenissima di Venezia .

Altro famoso personaggio, sempre brigante, della fine 1800 fu un sacerdote, Don Donato De Donatis, prete spretato di Fioli che  si battè a favore dei sovrani Borbonici Napoletani contro l’illuminismo e la dominazione Francese.

Idrogeologicamente il territorio e’ formato da marne argillose, intercalate a strati di  roccia arenaria “Formazione Della Laga” che lo caratterizzano con impermeabilità del sottosuolo e presenza di falde acquifere superficiali, con un numero altissimo di piccole sorgenti emergenti fin dalle quote piu’ alte.

Negli ultimi 50 anni, a causa di derivazioni idroelettriche, la portata dei corsi d’acqua e’ stata molto ridotta con qualche problema per l’eco-sistema.

Particolare e’ la presenza di una canale di gronda, che a 1350 mt. di quota raccoglie e deriva una grande quantità di acqua potabile per addurla al Lago di Campotosto.

Lungo gli alvei fluviali sono presenti molti ruderi di vecchi e piccoli mulini ad acqua.

Dal punto di vista agro-silvo-pastorale il territorio e coperto da boschi rigogliosi di abeti, faggi, querce, cerri, pini e pioppi per l’estensione di oltre 30 Kmq., per circa 15 kmq.di pascoli di alta quota e per circa 16 kmq. da seminativi.

Tutta la zona altimetricamente più elevata, ad ovest, presenta caratteristiche  naturalistiche di altissimo pregio, tra le più suggestive del mondo, la foresta del “Bosco Della Martese”.

In essa sono presenti una grande quantità di biotopi, di erbe officinali rare, di funghi di varie specie e della migliore qualità, abbondano i frutti del bosco quali fragole, mirtilli e lamponi, sono  numerose le sorgenti che prima di raggiungere  il  Castellano  disegnano  tutta  una scenografia di cascate  e  giochi  d’acqua naturali.

In  essa vive una fauna autoctona tra le più rare  dell’appennino che si e’ salvata grazie anche alla presenza dell’uomo  che, grazie a Dio, continua, seppure in minor numero, a vivere ed ad operare in questi  luoghi  che, seppure toccati dal progresso, non  sono  mai diventati di moda per una società consumistica che ipnotizza  gli individui  e  li   fa sentire appagati  solo  quando  non  devono pensare o possono sentirsi emuli degli idoli di massa.

“Il Bosco Della Martese” assorse agli onori della cronaca nel 1943 per  essere stato il teatro della prima  sollevazione  partigiana italiana  contro il Nazi-Fascismo, morirono in quei  giorni  molti giovani, tre monumenti ed alcune lapidi ricordano in quei luoghi  il loro sacrificio.

Sembra che nella battaglia rimasero uccisi un colonnello e  una cinquantina di giovani soldati nazisti, che andrebbero individuati, e con un monumento, con  lapide, ricordati alle loro famiglie tedesche.

Negli ultimi anni , la motorizzazione ed il conseguente facilitazione degli spostamenti hanno fatto scoprire le amene risorse ambientali della zona ed, in qualche modo, è nato anche  un interesse verso lo sviluppo del settore turistico

La recente istituzione del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti Della Laga, incentiva ulteriormente lo sviluppo del turismo ambientale.

In questo contesto sono ubicate 24 centri abitati che gravitano, in maniera radiale, tutte intorno al Capoluogo Imposte, vero e proprio centro direzionale.

Quasi tutti questi nuclei necessitano di opere di miglioramento ed adeguamento delle strutture di urbanizzazione primaria per rendere meno difficoltose le condizioni di vita degli abitanti rimasti, che rappresentano anche l’ultimo  gruppo di popolazione autoctona ove far attecchire le speranze  di una ripresa economica in grado di conservare e valorizzare la cultura, gli usi, la storia e le risorse  dell’alto territorio della Laga.

      

 

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1 risposta »

  1. Il brigantaggio è una forma di banditismo caratterizzata da azioni violente a scopo di rapina ed estorsione, mentre in altre circostanze esso assume risvolti insurrezionalisti a sfondo politico e sociale.
    Sebbene il fenomeno abbia origini remote e riguardi periodi storici e territori diversi, nella storiografia italiana questo termine si riferisce generalmente alle bande armate presenti nel Mezzogiorno tra la fine del XVIII secolo e il primo decennio successivo alla proclamazione del Regno d’Italia.
    L’attività brigantesca assunse connotati politici e anche religiosi all’inizio del XIX secolo, con le sollevazioni sanfediste antifrancesi. Fu duramente repressa all’epoca del Regno di Napoli e durante l’occupazione napoleonica, borbonica e risorgimentale, quando, dopo essersi ulteriormente evoluta, si oppose alle truppe del neonato Stato italiano.
    Il termine brigante descrive generalmente una persona la cui attività è al di fuori della legge.(cit.)
    NON ABBIAMO BISOGNO DI DELIQUENTI, ASSASSINI, BANDITI E TAGLIAGOLE PER FARCI RAPPRESENTARE. UNA BUONA POLITICA DI SVILUPPO DEL TERRITORIO NON DEVE NECESSARIAMENTE PASSARE CON VALORI NEGATIVI

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