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Oltre 2.500 persone, questa mattina a L’Aquila, hanno preso parte alla manifestazione contro la restituzione delle tasse, inizialmente sospese ad imprese e professionisti nell’area del cratere del sisma del 2009, e successivamente richieste dalla Commissione Europea.

In strada tantissime persone, tra cittadini, imprenditori, commercianti, studenti, politici e amministratori. In testa al corteo uno striscione che recita: “No al terremoto fiscale”. Inoltre su un camion è esposto un cartello con la scritta: “È incomprensibile. Reduci dal terremoto, vittime dello Stato”. Presenti i gonfaloni di Comune e Provincia.

La manifestazione è stata organizzata da Comune dell’Aquila e Regione Abruzzo. Presenti diversi parlamentari, oltre al vice presidente della Regione Giovanni Lolli, al presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Aprono il corteo i gonfaloni di Comune e Provincia, con due moto della Polizia Municipale.

A chiudere la manifestazione, il primo cittadino dell'Aquila Pierluigi Biondi: "Si leva la voce di un intero popolo disposto a lottare e credo che il governo non possa non tenerne conto; oggi abbiamo dimostrato che la città ribolle e si può ribellare da un momento all'altro, abbiamo dimostrato di cosa siamo capaci. Non mettano ulteriormente alla prova la nostra pazienza".

"Non è che noi non vogliamo pagare le tasse. Noi le tasse le stiamo restituendo ma con un abbattimento. L'Europa chiama 'aiuti di stato' delle agevolazioni fiscali. Abbiamo avuto un calo del Pil del 3,7 per cento - ha dichiarato il sindaco dell'Aquila Biondi - Si tratta di un'agevolazione identica ottenuta da altri territori per altre calamità. Se non si metterà un punto a questa situazione falliranno le aziende, causando una crisi occupazionale senza precedenti".

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