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comunediteramoNon sarà un rimpasto. Sarà un azzeramento. Perché “rimpasto” significa continuare a scrivere una storia vecchia, con una penna nuova e con qualche pagina in più, ma con tante correzioni, mentre “azzeramento” significa scrivere una storia nuova, distillando dalla vecchia il positivo da tenere e il negativo da cancellare. Certo, non sarà facile e non sarà indolore e il dolore (di alcuni) sarà direttamente proporzionale al coraggio del Sindaco, perché questa storia nuova deve essere “la” storia dell’amministrazione di Gianguido D’Alberto. Insomma, il riscaldamento è finito, ed è venuto il momento di andare in campo, con i titolari pronti davvero e con qualche riserva che deve entrare e prendere il posto di chi, in questo precampionato, ha dimostrato di non essere al meglio. Intanto, sugli spalti e tra gli spogliatoi si rincorrono voci e previsioni, tra totoassessori e totopartiti, nell’immancabile gioco del chi c’è, chi non c’è, chi spera di esserci. E allora, non ci sottrarremo neanche noi al gioco, provando a fare un paio di valutazioni, magari sbagliate… o magari no. Partendo dalle certezze: il gioco della Marroni, non è riuscito. Il pur abile salto mortale, che ha portato una lista politica dalla dichiarata fede di centrodestra (riconfermata alle Provinciali e alle Regionali) a lavare i panni in Arno… ma non quello di Firenze, quello di Rignano, non sembra aver convinto tutta la maggioranza attuale. Così, molti danno per improbabile non solo un mantenimento della carica di vicesindaco associata al nome di Maria Cristina Marroni, ma anche il mantenimento stesso dalla carica assessorile. Di certo, sempre legato al gruppo di Italia Viva, c’è il fatto che il ventilato (da alcuni media) ingresso di Carginari non ci sarà. Resta in Più Europa e non va in “quota Renzi”. Probabile, sempre in casa Pd, la sostituzione di Mistichelli, così come lo “spacchettamento” dell’assessorato oggi affidato alla Di Padova. Ma, in fondo, i nomi non contano, conta lo scopo. E lo scopo è dare a Teramo un futuro.

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