Che cosa vuoi che sia una guerra.
Che cosa vuoi che significhi dall'oggi – quell'oggi che dovevi preoccuparti di portare i figli a scuola, andare a lavorare, fare la spesa, che dovevi solo adoperati ai servizi della vita quotidiana –al domani del 24 febbraio 2022 ritrovarsi aggredito dalle bombe di un sanguinario dittatore, che vorrebbe con quelle bombe negare la tua stessa esistenza.
Ma perché diamine non stringersi la mano dopo un incontro di scherma o una partita di bocce con l'avversario che crede che siatu quello sbagliato, che la colpa è tutta tua di quella guerra perché non vuoi diventare come loro?
Che cosa vuoi che sia trovarsi sfollato e con qualche parente ammazzato o al fronte perché un feroce dittatore, padrone di quel tuo avversario che tende la sua mano, continua a bombardare pure le macerie di quella che era la tua casa, e quella scuola, e quel posto di lavoro, e quel supermercato dove andavi a fare la spesa, che magari è proprio qualche parente di quel tuo avversario che lancia quelle bombe.
Che cosa vuoi che sia Bucha.
Che cosa vuoi che sia quel reparto di maternità aMariupol.
Che cosa vuoi che siano quei bambini rapiti nelle zone occupate dall'invasore per insegnargli per bene che è tutta tua la colpa.
Che cosa vuoi che sia un popolo schiavo di un criminale di guerra, che per suo ordine ha frantumato proditoriamente la tua vita, dall’oggi al domani.
Lo so: a Milano non piovono mica le bombe; allora che cosa vuoi che sia stringersi almeno la mano.
MASSIMO RIDOLFI