
Ci sono persone che non appartengono solo alla propria famiglia, ma diventano parte del cuore di una città. Presenze discrete e luminose, capaci di lasciare tracce profonde senza alzare mai la voce. E poi ci sono luoghi che, col passare degli anni, diventano rifugi di memoria: botteghe che non vendono soltanto oggetti, ma custodiscono emozioni, ricordi, frammenti di vita.
Teramo, oggi, si ritrova più silenziosa. Più povera.
È scomparsa qualche giorno fa, ad 81 anni, ma per sua scelta la notizia è rimasta nello strettissimo ambito familiare, la signora Elena Di Teodoro, storica commerciante teramana, donna di raro stile e di autentica classe, amata e benvoluta da tutti. Un nome che, per generazioni, ha significato professionalità, cortesia, eleganza: l’anima della profumeria “Valy”, un vero scrigno di fragranze e qualità, riferimento indiscusso per l’intera città. Dietro quel sorriso sempre composto e quel modo gentile di accogliere, però, c’era una storia intensa, fatta di lavoro, sacrifici, coraggio e lungimiranza. Una storia iniziata prestissimo. Fin da adolescente Elena fu avviata al lavoro, costruendo con le proprie mani il suo cammino. Iniziò come sarta, imparando il valore della precisione e dell’attenzione ai dettagli: doti che l’avrebbero accompagnata per tutta la vita. Poi lavorò presso il negozio Conocchioli in piazza Martiri, dove emersero subito la sua serietà e la sua naturale capacità di stare a contatto con il pubblico. Fu lì che il suo talento e la sua personalità vennero notati: per professionalità e bellezza fu selezionata dalla Standa, dove lavorò nel reparto profumeria. Un incarico importante, in un contesto che richiedeva competenza, gusto e grazia. Elena possedeva tutto questo, senza ostentazione, come se fosse naturale essere impeccabili. A quel tempo, le opportunità non mancarono. Arrivarono anche proposte di lavoro allettanti, tra cui quella di sfilare a Milano per alcune case di moda. Occasioni che avrebbero potuto aprire scenari diversi e inattesi, ma che si scontrarono con una realtà tipica di quegli anni: la mentalità della famiglia non era pronta ad accettare certe avventure. Eppure, quel dettaglio racconta bene Elena: una donna con un passo avanti rispetto al tempo, con uno sguardo già moderno, emancipato, audace. Giovanissima conobbe quello che sarebbe diventato suo marito: si sposò a soli 19 anni e insieme scelse una strada coraggiosa e non facile. Con lui partì per il Venezuela, in cerca di un futuro migliore. Lontano da casa, affrontò anni in cui servivano forza e capacità di adattamento: un’esperienza che la formò ulteriormente, rendendola ancora più determinata, ancora più consapevole. 
Quando tornò a Teramo, nel novembre 1969, Elena aveva dentro di sé un progetto chiaro: costruire qualcosa di suo. E lo fece con un coraggio che oggi commuove e che allora era tutt’altro che scontato, soprattutto per una donna. Aprì un piccolo negozio in via Pannella, appena 20 metri quadrati. Uno spazio minuscolo, ma già ricco di un’idea grande: fare bene, fare con gusto, fare con stile. In quel locale si intravedeva immediatamente la mano di una persona emancipata, lungimirante, capace di intuire ciò che avrebbe potuto diventare. E infatti, con il lavoro, la dedizione e la serietà che l’hanno sempre contraddistinta, l’attività crebbe. Passarono alcuni anni e, quando “Valy” divenne sempre più un punto di riferimento, Elena fece un altro passo importante: si trasferì nella stessa via, in un negozio più ampio, di 70 metri quadrati. Poi, negli Anni ’80, il trasferimento nella grade sede attuale, che le 2001 si ingrandì con un centro estetico e un solarium. Non era solo un ampliamento: era la prova concreta di un sogno diventato realtà. Era la conquista di un futuro costruito giorno dopo giorno. E un destino che si compiva, le sue iniziali EDT, in fondo sono il cuore stesso di ogni profumo, l'eau de toilette. Da quel momento in poi, “Valy” non è stata soltanto una profumeria. È diventata un simbolo. Un luogo dove si entrava per scegliere un profumo e si usciva con qualcosa in più: un consiglio, un sorriso, un gesto di attenzione. Perché Elena aveva quel dono rarissimo di mettere gli altri a proprio agio. Sapeva ascoltare, intuire, consigliare senza invadere. E soprattutto sapeva trasformare un acquisto in una piccola esperienza, in un ricordo che restava. Teramo la riconosceva così: signorile e insieme semplice, elegante e insieme autentica. Una donna capace di essere un punto fermo, un riferimento umano prima ancora che commerciale. Un esempio di stile non solo nell’abito, ma nell’anima. Un esempio di classe non nelle apparenze, ma nei modi: nella gentilezza, nella misura, nel rispetto. Oggi la città la piange insieme alla sua famiglia. Elena lascia un vuoto che si sente nelle strade, nei discorsi, nei pensieri di chi l’ha incontrata anche solo una volta. 
Madre di Valeria e Bruno (insieme nel dipinto qui sopra, realizzato dallo stesso Brunio), ha trasmesso — oltre all’amore familiare — una lezione di vita fatta di dignità e determinazione. Perché Elena Di Teodoro è stata, fino all’ultimo, la dimostrazione che la vera eleganza non è mai rumorosa: è cura, costanza, forza silenziosa. E mentre Teramo la ricorda, resta quella certezza che vale più di ogni parola: le persone così non se ne vanno davvero. Restano nei ricordi, nelle storie raccontate con gli occhi lucidi, negli angoli della città che hanno attraversato. E proprio come i profumi più preziosi — quelli che non svaniscono subito, ma restano nell’aria — anche Elena resterà: nella memoria della profumeria “Valy”, nel cuore dei teramani, nelle vite che ha sfiorato con la sua grazia, nel cuore delle tante persone aiutate e ascoltate, con l'eleganza di quel sorriso indimenticabile.

