
"Non abbiamo condiviso e continuiamo a non condividere la decisione di BdM di chiudere la filiale di Teramo Cona e per questo, dopo aver già inviato un'apposita nota all'amministratore delegato Cristiano Carrus, torniamo a chiedere alla governance dell'istituto di tornare sui propri passi".
Così il Sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, che dopo aver espresso, nelle scorse settimane, la propria preoccupazione per l'annunciata chiusura di una filiale storicamente radicata sul territorio, torna a rivolgersi all'Amministratore delegato dell'istituto di credito evidenziando i disagi e i problemi che quest'ennesima chiusura rappresenterebbe per il territorio teramano.
"Quella della filiale di Teramo Cona si andrebbe ad aggiungere alle tre già operate in città dall'avvento sul territorio della Popolare di Bari, oggi confluita in Banca del Mezzogiorno, con conseguenze significative per la clientela e per tutta la cittadinanza - continua il primo cittadino - una chiusura di cui, come ho già evidenziato nella lettera inviata a Carrus, stentiamo a vedere l'utilità anche per lo stesso istituto di credito. Oltre al venir meno sul territorio, in un'area particolarmente importante e popolosa della città, di un ulteriore sportello bancomat, questa decisione metterebbe in difficoltà la stessa clientela di BdM, anche fronte della distanza che intercorre con la prima filiale più vicina, localizzata in corso San Giorgio, in un'area dove soprattutto in alcune aree è particolarmente problematico trovare parcheggio".
Per il primo cittadino, inoltre, tale situazione, oltre ad incidere negativamente sull'utenza non comportebbe alcun risparmio immediato per la banca, proprietaria dell'immobile.
"Aspetti che rendono la decisione difficilmente comprensibile anche dal punto di vista strettamente economico oltre che sociale - conclude il Sindaco - per questo, come ho già evidenziato a Carrus, nell'ambito di un percorso che abbiamo avviato da tempo, grazie a un'interlocuzione costante con i vertici dell'istituto di credito, volta non solo a garantire la presenza della banca sul territorio teramano ed abruzzese ma soprattutto a favorirne uno sviluppo che accompagni la crescita delle nostre realtà, non posso che chiedere a quest'ultimo di riconsiderare questa decisione e fare un passo indietro. E questo anche alla luce delle considerazioni condivise in questi anni e di quel progetto di una grande banca strutturata per il Centro Sud, sulla scorta della mission indicata dal decreto legge 142 del 2019. Oggi più che mai questo territorio, che sta rinascendo dopo le emergenze che lo hanno colpito negli anni, ha bisogno di una banca forte anche e soprattutto in virtù del consolidato legame con il territorio, nel quale le realtà economiche e sociali potranno percepire la prossimità e la validità della nuova offerta bancaria. E la scelta di chiudere la filiale di Teramo Cona va in direzione del tutto contraria".

