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CASTELLOOOLa Giunta municipale ha approvato oggi il progetto definitivo-esecutivo per il recupero e la rifunzionalizzazione del Castello Della Monica. Gli interventi previsti mirano a rendere di nuovo funzionali gli spazi interni ed esterni, per lo svolgimento di manifestazioni ed eventi; in particolare è progettata la riqualificazione e ristrutturazione esterna ed interna degli edifici e del giardino terrazzato; verrà realizzato un idoneo impianto di illuminazione e sarà restaurato l’apparato decorativo in pietra, stucco, oltre alle pitture ad affresco delle pareti interne.   Il progetto è finanziato con fondi PAR FAS 2007 – 2013, e l’intervento è possibile grazie alla costituzione di un Accordo di Programma Quadro tra Regione Abruzzo, Comune di Teramo, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MIBACT) e Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).   Il Castello Della Monica è unicum architettonico nell’intero panorama nazionale per la sua specificità progettuale: è stato progettato e realizzato come dimora personale dall’artista teramano Gennaro della Monica (architetto, scultore e pittore, vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, del quale il Castello ha assunto anche il nome) ed è ubicato in stretto rapporto di continuità visiva con la città. Esso è infatti collocato sul piccolo colle di San Venanzio, poco distante da Piazza Garibaldi, a dominare l’intera cittadina che si estende ai suoi piedi, e alla confluenza di importanti snodi stradali e di accesso alla città. La costruzione del Castello è iniziata nel 1889 e, seguendo la moda di fine secolo che si ricollegava al gusto neogotico, presenta un ritorno al gusto medievale. Per rendere il tutto più veritiero, Della Monica fece costruire anche il borgo del castello e cercò di rendere tutto un po’ decadente, come corroso dal passare degli anni. Il complesso si compone di due edifici secondari che, insieme al corpo principale, formano un vero e proprio borgo di sapore medioevale che, oltre al Castello e ai due edifici a valle, comprende una dipendenza di servizio e dei giardini a terrazzo. Il Castello è stato eretto sul sito dell’antica chiesa di San Venanzio (ridotta dai francesi a polveriera) della quale sono stati riutilizzati materiali di costruzione ed elementi decorativi. L’interno del castello è ricco di affreschi che ritraggono paesaggi e non solo, opere della mano di Gennaro della Monica, che ha dipinto ogni tipo di particolare. Della Monica abitò nel Castello e vi collocò il suo studio, dove raccolse una mole enorme di appunti, studi e disegni, realizzati nel corso dei lavori di completamento degli interni e dell’intero complesso. A partire dal secondo dopoguerra, il Castello è stato sempre più circondato dalle abitazioni che ne hanno occultato il profilo, fino a renderlo poco visibile.   La destinazione del Castello Della Monica sarà indirizzata in riferimento alle indicazioni fornite dal critico d’arte Philippe Daverio, nel corso delle sue visite a Teramo; se ne prospetta, pertanto, un sito dove realizzare un Laboratorio della Fantasia.   Con l’approvazione di tale progetto, trova compimento l’itinerario di recupero e riqualificazione denominato CULT, finalizzato al recupero funzionale e al conseguente sviluppo culturale-turistico di siti cittadini, avviato dalla Giunta Chiodi e poi proseguito dall’Amministrazione Brucchi; un itinerario che ha portato alla realizzazione (o recupero) di siti quali la Pinacoteca Civica, la Sala ipogea con il Museo Crocetti-Pagliaccetti, l’ARCA, il Museo Archeologico, la riapertura alle visite del Teatro Romano (in attesa della riqualificazione per il riutilizzo funzionale), gli scavi archeologici, ecc.   Nelle prossime settimane verrà emanato il bando per la gestione della sala ipogea grande di Piazza Garibaldi.

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