A ROSETO TROVATE DUE GRANDI TARTARUGHE, UNA ERA MORTA
Forse per il grande gelo e per il mare in tempesta, sulla spiaggia di Roseto sono state rinvenute due tartarughe della specie caretta caretta di grandi dimensioni, la prima sulla spiaggia della riserva naturale Borsacchio, apparentemente senza vita, ma per fortuna era solo in ipotermia. Mentre la seconda era morta, con una zampa visibilmente ferita, sulla spiaggia della zona sud della città. Lo spiaggiamento è avvenuto nello stesso identico sito dove qualche anno fa vi fu l'eccezionale schiusa di molte uova di questa splendida specie di tartaruga marina.
La tartaruga sopravvissuta, ribattezzata Marina, si trova a Pescara nel cento studi cetacei.
Le foto sono di Gabriella Giacometti.
Uno spiaggiamento straordinario di tartarughe marine è in corso in queste ore lungo le coste abruzzesi a causa delle mareggiate e del maltempo. Numerose le segnalazioni da parte dei cittadini che passeggiano sui litorali innevati. Ritrovate otto carcasse di Caretta caretta tra Roseto, Pineto, Silvi, Montesilvano, Francavilla e Ortona, mentre una piccola tartaruga ancora viva è stata recuperata sulla spiaggia della Riserva del Borsacchio ed immediatamente trasferita dal personale del Centro Studi Cetacei presso il Centro di Recupero "L. Cagnolaro" di Pescara. Le sue condizioni sono critiche, ma al momento stabili. I volontari del Centro Studi Cetacei onlus, nonostante le condizioni di viabilità spesso proibitive, stanno intervenendo per gli opportuni rilievi su tutte le segnalazioni, in stretta collaborazione con la Guardia Costiera e il personale Asl. "Il fenomeno - afferma il presidente del Centro studi, Vincenzo Olivieri - è destinato a protrarsi per alcuni giorni. Le condizioni meteomarine e l'intensa attività di pesca nel precedente periodo festivo, sono probabilmente alla base di questo spiaggiamento straordinario: gli animali intrappolati accidentalmente nelle reti, soprattutto alle basse temperature di questo periodo, se non soccorsi adeguatamente, possono perdere la vita". Il centro studi invita i cittadini a comunicare eventuali ritrovamenti di animali marini protetti alla Capitaneria di Porto per attivare le procedure di recupero.