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Il terremoto forte. Scuole chiuse. Poi la grande neve. Scuole chiuse. Poi il terremoto forte e la Grande neve insieme. Scuole chiuse. Al netto di tutte le difficoltà e i problemj, quest'anno scolastico per gli studenti teramani, e le loro famiglie, è un problema nel problema. Fino ad oggi, infatti, le chiusure straordinarie hanno ingoiato più di un mese di scuola vera, con quel che ne consegue in termini di disagio e, soprattutto, di livello di preparazione, specie per chi dovrà affrontare gli esami, di terza media o di maturità. Secondo i principi generali dell'ordinamento scolastico italiano, le scuole devono garantire lo svolgimento di almeno 200 giorni di lezione. "La determinazione delle date di inizio e di conclusione delle lezioni ed il calendario delle festività di cui devono essere tali da consentire, lo svolgimento di almeno 200 giorni di effettive lezioni". L'attuale calendario abruzzese prevede un inizio il 12 settembre e la fine il 7 giugno. Cioè 269 giorni domeniche comprese. Allo stato attuale, tolte le domeniche, le feste comandate, le festività varie, le gite, i ponti e le chiusure d'emergenza per terremoto e neve, i ragazzi di Teramo rischiano di ritrovarsi con un anno di 150 giorni di lezione. La legge, peró, prevede che "...ai fini della validità dell´anno scolastico, compreso quello relativo all´ultimo anno di corso, per procedere alla valutazione finale di ciascuno studente, è richiesta la frequenza di almeno tre quarti dell´orario annuale". Ovvero,175 giorni su 200. E non solo: "Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l´esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all´esame finale di ciclo".È vero che "il Ministero ha derogato al numero canonico dei 200 giorni di lezione non svolti per cause di forza maggiore, ma consente comunque alle singole istituzioni scolastiche di deliberare adattamenti del calendario scolastico per il recupero, anche parziale, dei giorni di lezioni non effettuati, al fine di consentire agli alunni il pieno conseguimento degli obiettivi di apprendimento e permettere agli insegnanti di disporre degli adeguati elementi di valutazione".Che significa? Significa che adesso le scuole e il Comune e la Provincia dovranno trovare soluzioni per compensare i giorni perduti. Macome? Provincia e Comune dovrebbero trovare sedi di emergenza (come per esempio l'università di Colleparco) e le scuole adottare un orario che preveda anche rientri pomeridiani, per raggiungere i necessari livelli di apprendimento. Ma perché tutto questo silenzio delle istituzioni scolastiche?  E gli insegnanti che ne pensano?